Live report: Dargen D'Amico all'High Time Store, Bologna Live report, 14/04/2011

26/04/2011 di

(Le foto sono di Andrea Vespignani)

E' uscito "CD'", il nuovo disco di Dargen D'Amico. Lo presenta a Bologna in uno showcase pomeridiano che parte con una finta rissa e finisce con "Bohemian Rhapsody" dei Queen e "Giulia" di Gianni Togni. Tutto e il contrario di tutto. Come sempre. Filippo Papetti racconta.



Dargen D'Amico che presenta il suo ultimo "D'" a Bologna, in questa sorta di tour pomeridiano per i vari High Time Store dislocati nella Penisola. Sembra di stare dentro al libro "Italia Suxxx" di Michele Wad Caporosso: hipster, universitari, b-boys, ragazzine, maragli, artisti e chi più ne ha più ne metta. Ci sono pure Iosonouncane , che si è seguito il concerto bello attento in prima fila, e Dome Damato, nuova promessa del rap street bolognese, uno da tenere d'occhio sul serio. Fuori piove e dentro fa un gran caldo, soprattutto perché il negozio è piuttosto stipato. Dargen si presenta in ritardo di una mezz'oretta e si mette subito ai CDJ. Un pezzo South, un classico dei Run DMC , e "Didi" del grande Khaled , mentre tra il pubblico si vocifera che farà solo dj set e si fa largo il disappunto generale (un tizio di fianco a me: "Mo' gli tiro un euro in faccia"). La situazione si fa tesa nel momento in cui JD ferma la musica e si mette a discutere con un ragazzo in prima fila: sembra l'inizio di uno di quelle scene che ti fanno venire voglia di andartene. In realtà è tutta una gag, e finalmente inizia lo showcase vero e proprio.

Partono "Sms alla Madonna" e "Nel mio disco", tratto dallo street-album "Quorum" di Fabri Fibra , contenente una delle rime migliori mai scritte da Dargen: "Dio c'è sì, ma di certo non è nelle dio-ce-si". La sua peculiarità, sia su disco che dal vivo, è quella di riuscire a comunicare su più livelli. Metà rapper e metà neomelodico, con la grande capacità di far sentire il suo pubblico parte di qualcosa, anche prendendolo per il naso. Infatti interagisce parecchio, mette in imbarazzo qualche malcapitato spettatore in prima fila e si lancia in discorsi surreali. Poi quando c'è da fare sul serio non si tira indietro, come ad esempio in "L'amore è quell'intertempo", mutata in un freestyle ipercinetico riassuntivo della giornata ("Non mi piace quello che fai adesso, preferivo M-S-X-M", fusione tra "Musica Senza Musicisti", il suo primo album, e "SXM", storico disco dei Sanuge Misto, autentico capolavoro del rap italiano). I momenti più carichi – location permettendo, siamo pur sempre dentro un negozio –, sono quelli che spingono maggiormente sul versante house della sua produzione: "Van Damme (Saddam)" funziona bene, idem "Prendi per mano D'Amico", anche se i veri culti sono "Nchlinez" e "Giorno & Night", entrambi con i Crookers. Buone anche "Festa Festa", molto meglio live, e "Banana Frullata", fottutissimo capolavoro trash. Tuttavia, e chi ascolta Dargen lo sa bene, i suoi brani migliori sono quelli più romantici e solari. "Ma dove vai (Veronica)", con la mia vera vera amica/amata al mio fianco che si commuove perché il giorno dopo deve partirsene un anno per il Galles; "Odio Volare", con ritornello cantato tutto dal pubblico manco fosse un concerto dei Pooh; e "Malpensandoti", che chiude il concerto con la sua coda emozionale da pelle d'oca.

Sul finire, Dargen torna ai CDJ e mette su "Disco Tropical" dei Fratelli Calafuria, con suo featuring; e "La cassa spinge", anticipazione di (credo) un suo nuovo progetto con Phra dei Crookers, presto online su Lucky Beard. Infine impazzisce completamente con "Bohemian Rhapsody" dei Queen, con tutti quanti a canticchiare silenziosamente, a conferma di quanto i Queen siano uno di quei gruppi che fanno parte del background musicale praticamente di chiunque; e "Giulia", Hit Pop anni Ottanta di Gianni Togni. Il suo è quindi uno showcase che coinvolge da tutti i punti di vista: ottimo rap, grande presenza scenica, pubblico di adepti che inevitabilmente si lasciano trascinare e pure un bel po' di sano entertainment. Niente male per uno che fino a qualche anno fa non voleva fare live. Per l'ennesima volta: grande Dargen D'Amico! Ulteriore conferma del multiforme talento di uno dei più rappresentativi rapper-cantautori di questi anni.



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