L'Hip Hop Tv b-day party spiegato a chi non ascolta rap

Tutte le foto sono di Starfooker - Gue PequenoTutte le foto sono di Starfooker - Gue Pequeno
01/10/2015 di

L'Hip-hop tv b-day party è uno di quegli eventi che chi non ascolta rap, frequenta assiduamente concerti, compra i dischi e ritiene di essere in generale un appassionato di musica fa fatica a capire. Non è niente di più di una vetrina dove oltre venti rapper italiani salgono sul gigantesco palco del Forum di Assago a Milano, cantano il loro singolo del momento, nella migliore delle ipotesi due brani, sfoggiano il loro abito migliore, e lasciano in fretta il posto al prossimo.
Quest'anno hanno diviso il palco Achille Lauro, Baby K, Bassi Maestro, Briga, Caneda, Clementino, Coez, Don Joe, Emis Killa, Ensi, Fred De Palma, Ghemon, Giaime, Gue Pequeno, Jake La Furia, Low Low & Mostro, Luche, Machete, Madh, Madman, Maruego, Nerone, Mondo Marcio, Nitro, Noyz Narcos, Nto, Raige, Rise, Rocco Hunt, Salmo, Shablo, Shade, Tormento, Two Fingerz e Vacca.



(Achille Lauro)

Il formato è molto televisivo (e infatti è pensato dalla e per la televisione), con ritmi sostenuti, voice over che annuncia tutti i rapper con roboanti presentazioni, presentatori noti nell'ambiente (quest'anno ad affiancare il fondatore dell'Hip Hop TV Max Brigante c'è Clementino, che a onor del vero non si è visto molto sul palco), e persino spot degli sponsor che regalano telefonini e lanciano contest per rapper.

Difficile dare un giudizio di merito sulle esibizioni, l'esecuzione di un solo brano non è decisamente abbastanza, e molte variabili entrano in gioco in quei tre minuti: eventuali problemi tecnici, riscaldamento vocale e fisico, anche solo prontezza. Non tutti sono in grado di entrare e subito spaccare tutto, qualcuno ha bisogno di ambientarsi, e questo si percepisce nelle esibizioni dei giovani, mentre i rapper veterani affrontano la cosa con scioltezza e qualche volta con l'apatia dell'impiegato che 'sto cartellino lo deve timbrare. Quasi mai la possibilità di avere tutti i rapper insieme contemporaneamente su un palco sfocia in qualcosa di fichissimo come potrebbero essere featuring estemporanei, improvvisazione collettiva, chyper e tanto altro. Insomma, bisogna essere un appassionato del genere per entusiasmarsi e smetterla di chiedersi cosa c'è che non vada nell'andare ai concerti dei singoli artisti, invece che pagare 15 euro per una serata durante la quale il tuo artista preferito (se tutto va bene) lo vedi per 5 minuti. Un corrispettivo per altri generi musicali all'infuori del rap non ci sarà mai, per lo meno non in queste modalità one-song-and-go.
Quest'anno i momenti memorabili sono stati pochi: c'è lo spot della compilation "Bella Lucio!", l'ospite internazionale Tinie Tempah, l'ingresso di Emis Killa su cui il palazzetto viene giù.

Guardandosi intorno è facile capire che questo è un evento frequentato per lo più da giovanissimi, a volte talmente giovani da essere accompagnati da mamma e papà, e in alcuni casi sono proprio mamma e papà che portano i bambini a guardare lo spettacolo. Abbiamo chiacchierato con i genitori nel pubblico per sapere se avessero idea di chi fosse sul palco e se avrebbero preferito essere altrove; ai ragazzi abbiamo chiesto invece quanto spendono mediamente al mese per alimentare la loro passione e cosa ascoltano oltre il rap.
Riccardo, 27 anni, è qui perché ritiene che questa sia l'occasione buona per vedere tutti i suoi preferiti insieme, anche se ogni mese va a diversi concerti singoli e compra molti dischi, la sua spesa mensile si aggira sui 100/150 euro. Quando gli chiedo di dirmi un altro gruppo non rap che gli piace, ci mette tantissimo tempo a rispondermi, la domanda lo mette parecchio in difficoltà. Alla fine dice che gli piacciono i Limp Bizkit (“non volevo dire un gruppo classico”).
Elia invece ha 16 anni, è qui perché può vedere tutti i rapper contemporaneamente mentre normalmente non frequenta concerti e non compra i dischi. Alla domanda sui suoi gusti musicali fuori dal rap, risponde subito che gli piace Ligabue.
Vittorio e Federica, 18 e 21 anni, sono venuti qui per vedere Fred De Palma. Frequentano poco i concerti e comprano al massimo un disco al mese, oltre al rap ascoltano Jovanotti e i Coldplay.
Matteo è il più piccolo dei nostri intervistati, ha 12 anni ed è qui con suo fratello maggiore. È il primo concerto della sua vita e non vede l'ora di vedere Emis Killa, ma non ha mai comprato un disco, scarica le canzoni. Oltre a Emis Killa, gli piacciono i Maroon 5.
Marco, 31 anni, lavora in un call-center, è qui per accompagnare sua sorella di 16 anni, ma anche se ascolta indie-rock (Subsonica e Marta sui tubi su tutti) gli piacciono Salmo e Nitro, quindi tutto sommato ci è venuto volentieri.

La prima mamma che intervistiamo è Maria, impiegata. È seduta in un angolo e custodisce lo zaino col logo della Machete Crew di suo figlio di 15 anni. Conosce qualche rapper ma solo di nome, suo figlio le fa ascoltare Briga e Vacca. In questo momento però preferirebbe di gran lunga essere a casa.
Massimiliano è l'unico a farsi fotografare. È un amministratore aziendale che accompagna suo figlio per il secondo anno consecutivo all'Hop-hop tv b-day Party. È molto contento di venire perché gli piacciono soprattutto i rapper giovani come Emis Killa.

Vincenzo ed Elena sono una coppia di genitori sulla 40ina, entrambi impiegati, che ha accompagnato le figlie di 12 e 14 anni al concerto, ma le aspettano alle 22 al bar. Sono le 22 e 15 e “le bambine” hanno mancato l'appuntamento, quindi il padre va in spedizione a cercarle mentre la madre mi racconta che le loro figlie hanno sparecchiato la tavola per tutta l'estate in cambio dei biglietti del concerto. Lei conosce solo Madh e Briga (entrambi provenienti da talent), che sono i preferiti delle sue figlie, e in questo momento preferirebbe essere al cinema, visto che normalmente il martedì è il giorno dei film per la sua famiglia.
Giuseppe è un papà di 35 anni, appassionatissimo di rap, ha portato con sé sua figlia di 7 anni che è presa da un sacchetto di patatine. Di mestiere fa il vigile del fuoco e ha cambiato apposta turno con un collega per venire, perché la sua vita di vigile e papà non gli permette di frequentare i singoli concerti dei rapper. Il suo preferito è Bassi Maestro.



La sensazione dopo due ore di Hip Hop TV B-day Party è che sia percepito da una buona parte di popolazione italiana (quella che ascolta rap) come il mega evento in cui è indispensabile esserci. Una delle poche occasioni che hanno i ragazzi più giovani per ascoltare dal vivo il rap (o meglio, per vedere i rapper), nonché una delle uniche occasioni di spesa per la musica. Il che induce a pensare che forse la parabola del rap non è affatto in discesa, piuttosto è diventato un genere con un immaginario percepito ormai come totalmente normale e al cui linguaggio gli ascoltatori più diversi si sono assuefatti al pari della lunga tradizione di pop italiano che passa in radio.
L'Hip Hop tv b-day party, insomma, non è altro che il nuovo Festivalbar.

 

Tag: rap italiano

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