Marlene Kuntz - Hiroshima Mon Amour - S-Low Tour - Torino Live report, 13/02/2006

13/02/2006 di



E' un attendere davvero carico ed intenso. L’aspettativa e la curiosità si incrociano non solo prima del concerto, ma anche pezzo dopo pezzo, sotto il palco. Quello di Cristiano Godano sembra l’atteggiamento di un vecchio Babbo Natale che elargisce doni ai bambini, con dolcezza, spiegandoti che questo regalo lo stai ricevendo perché sei stato bravo, hai voluto bene ai nonni e ai genitori...

“Non dunque il tuono e la tempesta dei grossi assalti distorti, ma l'inquietudine tersa di note sospese nel vuoto dell'apnea e sul respiro del pubblico”. Non si ha certamente bisogno di assistere ad uno show “intimista” della compagine cuneese per avere prova delle loro potenzialità artistiche. Nonostante il presupposto, la tappa torinese, quella di apertura dello “S-Low Tour 2006” dei Marlene Kuntz è stata un ulteriore conferma del loro talento e della loro classe: una prova, quella dell’Hiroshima del 2 febbraio, che avrebbe probabilmente convinto anche gli imperituri scettici del valore della band piemontese.

Una scaletta particolare quella di questo tour, dedicata soprattutto alla parte più intima del loro repertorio, la parte della loro produzione solitamente più sacrificata nelle esibizioni live per lasciare maggior spazio ai brani più “arrabbiati”. Chi in qualche maniera aveva seguito l’esibizione dello Storyteller (grande successo infatti ha avuto la versione downlodata) sapeva di doversi aspettare un concerto più da ascolto che da “pogo”; non una roba da caciaroni.

Nonostante qualche richiesta non soddisfatta, le vane le ripetute invocazioni a "Sonica" e "Ape Regina", i Marlene hanno ricevuto solamente consensi. Il barbuto Godano parte con “Lieve”, una chicca risalente al 1994, per poi lasciare spazio ad alcuni brani di "Bianco Sporco", ultima fatica della band con le esecuzioni di “Amen” e di “Bellezza”, davvero ricche di tensione e di pathos. Immancabili gli accenni ai loro dischi precedenti: si passa da “La Canzone Che Scrivo Per Te”, a “ Infinità” e “Come Stavamo Ieri”, ultimo brano in scaletta prima del rientro per i bis. I tre Kuntz sono come sempre impeccabili ed eleganti, e la presenza al basso di un personaggio cult come Gianni Marroccolo, che in fondo sembrava il più goduto di tutti, non può far altro che impreziosire uno show delicato ed emozionante.

Il pubblico ci prende gran gusto e, a questo punto, vorrebbe sentire tutte le versioni con toni slow dal volume low, ma dietro l’angolo c’è il gran finale con “Nuotando Nell’Aria”. Poi luci accese e frasi interrotte…



E’una serata un po’ freddolosa. Davanti alla vetrata dell’Hiroshima Mon Amour c’è una grande attesa ed un gran vociare. Chi descrive con dovizia di particolari l’esibizione dello Storyteller, chi azzarda scalette, chi è profeta del low-fi, chi non fuma perchè ha paura di addormentarsi, chi lo fa per meglio gustarsi il viaggio. E' una delle prime tappe dello "S-Low Tour" dei Marlene Kuntz, il loro nuovo giro per l'Italia nel quale eseguiranno esclusivamente i brani più lenti del loro repertorio. Rockit c'era. E racconta

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