Perturbazione - Hiroshima Mon Amour - Torino Live report, 04/05/2007

15/05/2007 di Gianluca Servetti

(Tommaso – Foto di Giulia Bertelli)

I Perturbazione a Torino, praticamente a casa loro. Sicuramente c’è un clima diverso da quello che si potrebbe respirare in una qualsiasi altra data del tour: la Torino indie rock c’è tutta, loro sono rilassati e suonano bene. Presentano i pezzi di “Pianissimo Fortissimo” – l’ultimo album pubblicato da Capitol/Emi – e qualche altra perla che raramente capita in scaletta. Un concerto emozionante, Gianliuca Servetti butta giù qualche appunto veloce e ci racconta come è stato.



Temperatura tropicale e locale quasi al gran completo. La Torino indierock non manca all’appuntamento con i suoi figliocci prediletti, oggi in gran spolvero per presentare dal vivo le canzoni dell’ultimo, convincente album “Pianissimo Fortissimo”. In una scenografia essenziale ma d’effetto, i nostri si muovono spigliati alternando nuovo e vecchio repertorio in un crescendo di consensi. Tommaso è in forma; la voce non lo tradisce e la sua emozione è sempre palpabile ma funzionale allo spettacolo. Elena, neo-mamma, compare sul palco nella parte finale tra gli applausi del pubblico. Cristiano e Gigi si muovono sicuri sulle sei corde con Stefano pronto a seguirli col basso nei loro sali-scendi dinamici; non si può dire la stessa cosa di Rossano invece, che sembra interpretare i brani in maniera eccessivamente soft, suonando spesso la batteria in controtendenza col resto di una band - almeno in questa occasione - più intenta a scolpire che non a cesellare. Questo approccio più viscerale giova non poco a brani come “Leggere Parole”, “Brautigan (Giorni che finiscono)”, “Animalia”, ma soprattutto a “Battiti per minuto” dipinta con tinte ancora più accese e vivaci rispetto alla versione su disco. Oltre all’inevitabile tripudio che scatta puntuale non appena l’arpeggio di “Agosto” risuona nella sala, strappa meritati apprezzamenti anche “Quattro Gocce di Blu”, brano in assoluto tra i migliori mai scritti dai Perturbazione ma spesso, inspiegabilmente, lasciato in disparte nelle esibizioni live. Un concerto intenso e convincente con un’unica nota di demerito: il suono. Confuso al limite del rumore nelle fase iniziali, migliora progressivamente arrivando però a stento alla sufficienza. E in uno dei club di punta del circuito torinese è davvero inammissibile che una cosa del genere possa ancora accadere.



Commenti (2)

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  • Augusta Cosini 20/05/2007 ore 21:28 @augusta

    concordo...al concerto dei Giardini di Mirò era imbarazzante l'audio...ma purtroppo l'hiroshima rimane l'hiroshima...
    :(

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