Storia di Hit Mania Dance, la compilation più longeva d'Italia

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28/02/2017 di

Correva l'anno 1993. Le spalline non erano ancora sparite dai nostri armadi, Berlusconi preparava la discesa in campo, Laura Pausini cantava “La solitudine”. Guardavamo "Beverly Hills", "I ragazzi del muretto", "Non è la Rai", e il sabato sera – o la domenica pomeriggio se non avevamo l'età – andavamo a ballare in discoteche dove i riempipista erano pezzi come “The rhythm is magic”, “The rhythm of the night”, “The summer is magic”, “Rhythm is a dancer”.
Insomma, c'era la cosiddetta musica commerciale che aveva sempre qualcosa di magico e ritmico, e una voce di solito femminile (spesso nascosta dietro le sembianze di modelle/ballerine) cantava con un piglio vagamente soul su basi house e techno. Molte di queste hit, fra le quali si trovavano spesso anche cover di canzoni pop-rock (mai dimenticate ad esempio la “Please don't go” di Double You, o la “Because the night” dei CO.RO.), erano fieramente Made in Italy, e per questo si cominciò a parlare di Italo-dance, oltre che di Euro-dance.

Nel 1993 il produttore Giancarlo Meo ha un'idea. Niente di rivoluzionario, all'apparenza: il progetto è quello di realizzare una compilation dei maggiori successi dance dell'anno. Due dj allora in forze a Radio Dimensione Suono, Paolo Bolognesi e Amerigo Provenzano, mixano 24 hit del momento e creano la compilation definitiva di ogni discomaniaco e adolescente, un disco con il quale chiunque avrebbe potuto ricreare nella propria cameretta l'atmosfera della discoteca preferita: è proprio così che nasce la prima "Hit Mania Dance". 

È nata dall'esigenza di guadagnare denaro”, confessa senza tanti giri di parole Giancarlo Meo. “Allora dedicarsi a produrre nuovi artisti era proibitivo per un indipendente che non avesse le connessioni giuste, ad esempio per andare in radio. Io facevo questo mestiere e non guadagnavo, rischiavo e basta a produrre artisti che poi rimanevano nel cassetto, non avevo padrini e santi in paradiso, per cui mi sono detto: proviamo a fare una compilation. Fare una compilation non è difficile, l'importante è rimanere fedeli a un principio ispiratore, nel mio caso quello a cui ci siamo attenuti sempre è stato mettere solo hit, senza cedere alla tentazioni di inserire qualcosa di farlocco, magari per fare un favore a un amico”.

Quella prima compilation esce all'inizio del '94 e si apre con il tormentone dell'anno, “The Rhythm Of The Night” di Corona, e prosegue con Double You, Cappella, Ice MC e altri spaccaconsolle del genere. Arriva al dodicesimo posto in classifica.

Ha avuto subito fortuna”, racconta Meo, “perché si è affacciata sul mercato in un momento in cui c'era un vuoto per quanto riguarda le compilation, il mercato era un po' frantumato e le compilation non rendevano più, in parte anche perché non erano pubblicizzate in maniera importante. A questo proposito, io ho potuto approfittare della pubblicità fatta da un mezzo nuovo in questo senso, che era RDS." Insomma, la prima Hit Mania Dance ha riscosso da subito un certo successo grazie a diversi fattori: il fatto di contenere solo grandi hit, la mancanza di una concorrenza agguerrita, e una pubblicità fatta attraverso un nuovo canale. Continua a spiegare Meo: "Successivamente iniziammo a pubblicizzarla anche in tv, soprattutto grazie a Boncompagni, con cui ho lavorato: facevamo una classifica di brani dance a "Non è la rai", e poi quei brani sono finiti nelle compilation”.

Pochi mesi dopo esce già il secondo volume. Ancora mixata da Bolognesi & Provenzano e con ben 32 tracce provenienti sempre da premiati fabbricahit come Datura, Cappella, Taleesa. La tracklist si apre con l'iconica “Gam Gam” di Mauro Pilato e Max Monti: supera il volume uno arrivando al numero 11 (e alla 45esima posizione nella classifica annuale, mentre il primo volume si era fermato alla 78esima). Va ancora meglio nello stesso anno “Hit Mania Estate”, il terzo volume della seria che raggiunge la nona posizione. Dal '96 invece, a occuparsi della selezione e del mixaggio è Mauro Miclini: "un ruolo fondamentale nel successo di Hit Mania, grazie alla sua capacità di prevedere i successi, di capire con uno-due mesi di anticipo quali brani diventeranno hit".



La macchina Hit Mania ormai viaggia a ritmi velocissimi e praticamente senza cali di energia. Ogni anno vengono pubblicate fino a cinque compilation: alla classica Hit Mania Dance (che nel 2006 diventa solo "Hit Mania", essendo diventata sempre meno dance e più raccolta di successi pop) si aggiungono spin off come "Hit Mania Estate", "Champions", "Spring".

Da quel 1993 ad oggi ne sono state pubblicate ben 75, tutte regolarmente finite ai piani alti delle classifiche con una resilienza alle crisi e ai nuovi mezzi che ha dell'ammirevole: nel 2013 e 2014, per esempio, tutte e quattro le uscite – Hit Mania, Estate, Spring e Champions – si sono piazzate ai primi 15 posti della classifica dei dischi più venduti, e tre di loro ai primi dieci.

Anche senza raggiungere il picco del 1999, quando sia Hit Mania Dance che Hit Mania Estate finirono al numero uno, questi dischi restano comunque una certezza. Uno dei motivi è da rintracciare nella loro veste grafica, rimasta sempre uguale: coloratissima, eccessiva, incasinata, divertente. “L'ha ideata Claudio Gloria, un amico grafico" racconta Meo. "E quando una cosa funziona secondo me non bisogna cambiarla, è qualcosa che ci rende riconoscibili anche da lontano, ci vedi subito”.



Ma quanto vendono, oggi, le compilation Hit Mania? “Ovviamente non facciamo più i numeri dell'inizio, il mercato è cambiato e non è nemmeno paragonabile. I primi anni vendevamo anche 380.000 copie, oggi ne vendiamo un decimo. Verso i primi anni zero abbiamo deciso di andare anche in edicola ed è stata una svolta positiva, anche perché non si trovano altre compilation di questo tipo in edicola. Inoltre questo ci ha permesso di avere l'iva al 4% e ciò ci ha sostenuto. Certo con tutti i cambiamenti di oggi, non so quanto vivrà ancora Hit Mania”.

Patrizia De Rossi, direttore responsabile di HitMania Magazine, e Vanessa Streccioni, Product Manager, sono più ottimiste: “Il nostro segreto è sicuramente un approccio smart all’evoluzione continua della musica, al cambiamento costante delle tendenze e dei gusti: noi non ci facciamo spaventare, al contrario percepiamo in anticipo i cambiamenti e li proponiamo al nostro pubblico. Abbiamo venduto tantissimo nel corso degli anni, tantissimo ancora oggi perché siamo stati i primi a coniare il concetto di “raccolta”, di compilation di brani di grande successo, siamo stati noi per primi a puntare su un mix di artisti diversi da inserire in un unico album. In questo senso abbiamo precorso i tempi anticipando il concetto stesso di playlist e di conseguenza anche di Spotify. Abbiamo sempre creduto, e continuiamo a credere, che l’evoluzione della tecnologia non cancellerà la qualità. La nostra è una scelta fatta da professionisti che conoscono il panorama musicale a 360° e non soltanto quello italiano ma anche quello internazionale. Il valore aggiunto delle nostre compilation è proprio la qualità della scelta: la playlist di per sé è più dispersiva, noi scegliamo il meglio. Il pubblico di Hit Mania poi è cresciuto perché abbiamo ampliato il nostro paniere, la nostra offerta. Chi era giovane 20 anni fa ha continuato e continua a seguirci, chi invece è giovane oggi ci segue perché capisce la freschezza delle nostre proposte”.

Al passo con i tempi ma sempre fedeli alla linea “solo hit”: “Lo scouting è divertente”, dice il direttore generale Alberto Salini, “ma non è la nostra mission. Chi compra Hit Mania vuole sentire canzoni che sono già famose, vuole cantarle subito”.
E allora, forse hanno ragione gli ottimisti: Hit Mania vivrà fino a quando esisteranno le hit. E delle hit, piaccia o no, ci sarà sempre qualcuno che non può fare a meno.




Tag: storie compilation mercato discografico

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