Ikebana 001 Fest @ Duel Beat, Agnano (NA) Live report, 24/01/2014

Tutte le foto sono di Gennaro Cimmino - Il festival della Ikebana records che festeggia il suo primo anno di attivitàTutte le foto sono di Gennaro Cimmino - Il festival della Ikebana records che festeggia il suo primo anno di attività
29/01/2014 di

“Casa" è un posto dove tornare, dopo un anno e più di 80 date in giro per l'Italia dall'uscita di un disco, e fare una bella festa. È più o meno così che devono averla pensata i Sula Ventrebianco e i ragazzi dell'Ikebana Records, che pure hanno da festeggiare il loro primo anno di attività, iniziata ufficialmente proprio con la presentazione di "Via la faccia", secondo lavoro dei Sula. E visto che a festeggiare da soli è tristanzuolo, hanno chiamato a raccolta, in quel del Duel Beat di Agnano, uno sparuto contingente di promettenti realtà di Napoli e dintorni.

Prima a salire sul palco è Marilena Vitale, cantautrice al centro di diversi progetti e collaborazioni varie che mutano pelle ai suoi brani in continuazione e a seconda della compagnia. Questa volta, sul palco con lei, il duo La Compagnia delle Indie, per un set acustico curato e accogliente, piacevole antipasto per i muri di decibel che verranno dopo, per esempio quelli dei Vena, trio alternative rock/noise fresco fresco di EP. Non li avevo mai sentiti e mi hanno colpito piacevolmente, con un sound robusto e di impatto sicuro. Una solida sezione ritmica regge egregiamente una fila di riff cupi e pesanti, tra echi di NIN e Tool.



Terzi in scaletta, i Buddha Superoverdrive, duo basso/voce e batteria. Il perché con un solo EP all'attivo si siano già costruiti un discreto seguito lo si capisce bene dal vivo, osservando la qualità dell'esecuzione e del suono, con buona pace delle chitarre, di cui non si sente la mancanza. Mezz'ora di mazzate in fronte fra garage, punk, stoner, hard rock, con macchie di blues che spuntano fra uno stop & go e l'altro e il pubblico che inizia a scaldarsi. Da sentire, ma soprattutto vedere.

È più o meno mezzanotte quando salgono sul palco i Sula Ventrebianco, main act della serata e, per il sottoscritto, fra le migliori promesse del panorama rock campano e non solo. Schierata tutta la formazione, completa di violino e tastiera, i Sula invadono la sala un suono ricco e composito, imbrigliando senza incertezze la complessità di ritmi, suoni e strutture delle loro canzoni. L'occasione è quella giusta per presentare anche due inediti, ma a farla da protagonisti sono i brani di "Cosa?!" e "Via la faccia", molti dei quali sono ormai dei classici per questo pubblico, che infatti non manca di rispondere per le rime alle cannonate che vengono dal palco, con cori e pogo di quello che prima o poi qualcuno rovescia la spia e finisce male.



Il compito di chiudere la serata spetta agli Ear Injury, terzetto che di recente ha fatto saltare parecchie platee in giro per la Campania con la sua miscela di drum n'bass, dubstep, big beat ed electro rock con un livello chitarristico, per il genere, sopra la media. Anche stasera, nonostante la musica vada avanti da parecchio, sotto al palco resiste e balla un bel po' di gente, compresi alcuni infiltrati dalla discoteca adiacente, forse stanchi dell'ostinata riproposizione di trashissimi singoli di Spice Girls e Kylie Minogue.

Piccola notazione finale, e mi si perdoni il sentimentalismo: a Napoli e dintorni il rock indipendente esiste, è vivo, e forse sarebbe anche in buona salute, se non fosse impantanato fra tonnellate di tribute band e serate con quattro gatti o poco più. Quindi, è una gioia per il cuore, oltre che per le orecchie, vedere tante band interessanti esibirsi una dietro l'altra, giocandosi le loro carte migliori davanti ad un nutrito pubblico. Se in zona non si vedono spesso cose del genere, è anche perché organizzarle non è facile, per i motivi più disparati. Quindi, tanto di cappello a chi si è smazzato per farlo.

Tag: festival

Commenti (1)

  • Sergio Sciambra 30/01/2014 ore 22:24 @DishonestJohn

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