Il Guru: grime, bestemmie e preghiere dalla provincia di Udine

La noia, l'alcol, la blasfemia, i casini con la legge e l'ipocrisia della città: dopo le collaborazioni con Egreen e Claver Gold, il rapper friulano è tornato a casa per raccontare la sua "Udine 2.0", denunciandone la patina di perbenismo che la ricopre. E lo fa con i suoni della scena inglese

Il Guru - tutte le foto sono di Mattia Romanut
Il Guru - tutte le foto sono di Mattia Romanut

"Oh ma ‘sto video l’hai visto?". A scrivermi è un amico nel corso di un pomeriggio in cui mi trovo abbastanza incasinato, per cui in un primo momento apro il messaggio senza farci troppo caso. Poi leggo il titolo: Udine 2.0. Sarà la nostalgia di casa, ma ogni volta che vedo comparire il nome della mia città, la mia attenzione viene subito catturata, quindi mollo quello che stavo facendo e premo play.

"Sui tuoi radar Udine non esiste, ma da ubriachi siamo pericolosi". A dirlo, con un mezzo sorriso, è Il Guru, rapper mezzo friulano e mezzo colombiano cresciuto in Friuli e trasferitosi a Milano – nello specifico, nel quartiere Baggio – nel 2015, dove ha collaborato con Claver Gold, Tommy Kuti, Egreen e molti altri. È un verso che rivendica due dei tratti caratteristici della città: la posizione periferica rispetto all’Italia – più di una volta ho dovuto precisare che vengo da Udine in Friuli Venezia Giulia, non dall’omonimo quartiere lungo la metro verde di Milano – e il consumo di alcolici ai limiti del patologico, molto diffuso in zona. 

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Fin qui tutto regolare, mi scappa anche un po’ da ridere pensando al rapporto tra l’immagine gangsta dei protagonisti del video e il fatto che stiano parlando di Udine e non del Bronx. Poi, lo scenario cambia: una pistola viene caricata, parte un colpo e la strumentale esplode, andando a prendere in prestito oltremanica suoni grime e drill che non si sentono spesso da queste parti. In tutto questo, Il Guru, urlando, fa uscire tutta la sua bile nei confronti della città – "dalla noia qui ci si ammazza" è quello che tutti i giovani udinesi hanno pensato almeno una volta nella loro vita – e mi fa impazzire come funzioni bene il contrasto tra una traccia così violenta e la monotonia che attanaglia Udine per buona parte dell’anno.

 "Ho vissuto a Londra dal 2009 al 2012, lì ho scoperto la grime e l’ho adorata fin da subito", mi ha spiegato Il Guru quando l’ho contattato. "Recentemente sono entrato in contatto con il producer Jamie Fields e abbiamo voluto dare questo taglio al brano". Un passaggio, quello in UK, che aiuta anche spiegare il rapporto conflittuale con la città di provenienza: "Udine mi stava stretta, adoro le metropoli e mi ci ritrovo come stile di vita. Per questo poi sono andato a Milano, dove ho lavorato con persone che pensavo irraggiungibili. Purtroppo il covid è stata una mazzata ed è stato uno dei motivi che mi ha fatto tornare a casa".

Nonostante a Udine abbia passato tutta la mia vita fino agli anni dell’università, diventa difficile capire cosa sia una Udine 2.0 e in cosa eventualmente si differenzi rispetto a una ipotetica versione precedente. “10 anni fa era una città più chiusa, ora è molto più multietnica, anche se non si può parlare di integrazione al 100%". Anzi, mi verrebbe da dire: la giunta leghista insediatasi nel 2018 ha attuato diverse politiche per "risanare" la città, come per esempio il coprifuoco – ben prima che arrivasse il covid – in borgo stazione, quartiere abitato da molti immigrati. "Allo stesso tempo, c’è una visione molto personale: prima io e i miei amici eravamo un branco di scappati di casa, facevamo casini ogni giorno, la sua evoluzione è quell’immagine raccontata a posteriori".

Quello su cui invece mi ritrovo subito è un passaggio come "Udine è il diavolo insieme a Dio, più le bestemmie che le preghiere": anche se si dice che siano Veneto e Toscana le regioni più blasfeme d’Italia, vi posso assicurare che il Friuli non è da meno, anzi, più di qualcuno utilizza la bestemmia al posto della virgola. Ed è per questo che il velo di perbenismo di cui si ricopre la città è così ipocrita: "Molta gente va in chiesa e 10 minuti dopo la trovi in osteria a bestemmiare il prete. Qua sono tutti bravi ad apparire, se un ragazzo ha guai con la legge il problema più grosso per i genitori è la vergogna che provano ad uscire di casa, e questo te lo dico perché l’ho provato sulla mia pelle".

Dei guai con la legge di cui sopra c’è anche un piccolo assaggio nel video, alla fine, quando uno del gruppo di Il Guru viene fermato da una volante della polizia per aver violato le restrizioni imposte con il covid. "Qualcuno li ha chiamati, ma non sappiamo chi. Era domenica, eravamo abbastanza numerosi e han preferito non portare via tutti, ma solo uno di noi, senza mascherina, usandolo come capro espiatorio. In realtà, ho pure la mezza idea di indire un crowfunding per pagargli la multa".

Questo episodio aiuta anche me a comprendere un po’ le dinamiche dietro a questa realtà, da cui mi sono sempre trovato distante. Per carità, da parte loro c’è l’imprudenza di non aver rispettato le regole del distanziamento sociale, ma portare in questura un ragazzo per così poco quando ci sono le manifestazioni con decine di persone senza mascherina è un po’ ridicola. Soprattutto quando a Udine c’è uno dei soggetti che più si sta battendo sul fronte dei no mask, di cui non farò il nome per non dargli la già troppa visibilità che ha ricevuto in zona e non solo.

"In provincia non serve per forza essere gangsta fare notizia, già una rissa o un ubriaco che alza la voce diventano l’oggetto delle discussioni di gente snob indignata, però definire gangsta il mio stile di vita è un errore", aggiunge Il Guru. "Io racconto e canto fatti che accadono per davvero. Spesso i rapper girano i propri videoclip sotto ai palazzi popolari per fare brutto, ma io no, ho fatto un video con i miei amici, la gente con cui condivido il mio tempo, poi se qualcuno di loro è pregiudicato non me ne frega nulla".

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L'articolo Il Guru: grime, bestemmie e preghiere dalla provincia di Udine di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2021-02-15 10:56:00

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