Tiromancino - Illusioni parallele tour / Palasport San Lazzaro - Padova Live report, 19/02/2005

28/02/2005 di



Nonostante siano freschi del disco di platino, che vista la crisi discografica certifica le 80000 copie vendute di “Illusioni parallele” (prima ce ne volevano centomila), i Tiromancino di Federico Zampaglione riempiono per metà il Palasport San Lazzaro di Padova, sabato sera, col palco disposto strategicamente sul lato più lungo del campo da basket. Comunque 2500 spettatori paganti, col biglietto a 16 € più prevendita (pure meno che in altre città, va detto), fascia d’età tra i 20 e 50 anni, sono un bel risultato per il gruppo romano.

Palco, luci e fumi in gran profusione evocano l’atmosfera di un club trendy di Bristol, in accordo col sound della band, in equilibrio tra il trip hop di qualche anno fa e il pop psichedelico dei Pink Floyd più classici, quelli di “The dark side of the moon” e “Wish you were here”. Il trittico iniziale, “Pericle il nero”, “La terra vista dalla luna” e “Per me è importante”, cantata in coro dal pubblico, specie quello femminile, lo conferma subito, prima dei saluti al pubblico padovano.

Federico Zampaglione guida la band con fare timido e gentile, occhialetti rettangolari, giacca nera e camicia rosa spinto. Ma imbracciando una Gibson diavoletto. È un po’ l’ambivalenza tra cui trae vita e linfa la musica dei Tiromancino: testi introspettivi, grandi atmosfere romantiche, e però una tensione sotterranea che esplode in improvvise distorsioni chitarristiche, in crescendo violinistici, in ritmi elettronici che pulsano come sangue alle tempie.

Poche le parole che Zampaglione concede al pubblico: quasi giusto per presentare l’ingresso sul palco di Nicole Pellicani, una giovane e molto brava cantante di Monfalcone, che duetta con lui sulla malinconica “Verso nord” e sostituisce egregiamente Meg ed Elisa in “Nessuna certezza”. Tre schermi dietro al palco proiettano video che sottolineano i passaggi dei brani, tratti prevalentemente dagli ultimi tre dischi del gruppo, quelli del grande successo. Unica eccezione, “Conchiglia”, da “Alone alieno” del 1995. La scaletta appare un po’ monocorde, tuttavia, con pochi brani che si differenziano per sound e ritmo: i successoni “La descrizione di un attimo” e “Due destini”, il rock di “È necessario”, tanto che a metà il concerto accusa un momento di stanca. Forse recuperare dal vecchio repertorio brani belli e vivaci come “Bruciare” gioverebbe all’economia dello spettacolo. Ma il pubblico gradisce, eccome: raro ascoltare canzoni dal vivo accolte da quattro applausi durante l’esecuzione, più ovazione finale, com’è accaduto con “Per me è importante”.

Inaspettatamente, i Tiromancino rientrano per i bis senza lasciare al pubblico il tempo di invocarli. In più, tralasciano il previsto secondo bis, “Come l’aria”. Ma forse c’erano problemi di salute, visto che il 10 è stata annullata la data di Cesena. Grande quindi la professionalità con cui è stato eseguito il concerto. E il “grazie di cuore, da profondo: non ci si aspettava un’accoglienza così, veramente”, con cui Zampaglione saluta il pubblico, acquista forse un valore aggiunto.



1. Pericle il nero
2. La terra vista dalla luna
3. Per me è importante
4. Strade
5. I giorni migliori
6. Il peggio non è tranquillo
7. Conchiglia
8. La distanza
9. Amore impossibile
10. L'autostrada
11. Muovo le ali
12. Esplode
13. Le onde
14. Verso nord
15. Nessuna certezza
16. Imparare dal vento
17. La descrizione di un attimo
18. Felicità
19. Cosa cerchi veramente
20. È necessario
21. Due destini

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