Independent Wave: l'ultimo mese

10/06/2001 di Moivven



Eccoci giunti alla fine della rassegna delle etichette indipendenti che il Discobar Baraonda ha organizzato a partire da gennaio ed ha visto esibirsi sul proprio palco un buon numero di etichette e di realtà musicali differenti.

Il quinto mese, l' ultimo, è iniziato con una defezione, quella dei ROLLERCOASTER, che per motivi di salute non si sono esibiti; la settimana succesiva è stata la volta dei grandissimi STARFUCKERS, un concerto molto atteso, visto che da anni ormai questo gruppo manca dai palchi italiani (eccezion fatta per alcune sporadiche apparizioni in qualche festival qua e là..); dopo le ultime disarmanti registrazioni, votate al minimalismo estremo ed incomprensibile, questa volta, incredibile a dirsi, gli Starfuckers hanno suonato (!!!) nel senso più vicino alla loro concezione della musica, beninteso, quindi molta introspezione, molta improvvisazione e deframmentazione delle parti musicali, ma alla fine ne risulta una miscela quasi funky (come sempre a modo loro, sia chiaro...), finalmente quasi fruibile. Mi sarebbe piaciuto da un momento all'altro sentire il suono esplodere, un momento di delirio rumoroso, ma invece nulla di tutto questo, sono andati avanti sulla stessa linea fino alla fine del loro show. C' era da aspettarselo, però, non è mica facile diventare uno starfuckers!V La settimana successiva si sono esibiti i gruppi della Toast records, etichetta di mr. Tedeschi, uno dei personaggi più navigati del panorama indipendente italiano. I due gruppi sul palco sono stati, nell'ordine, OFFICINE AURORA e IL PIANTO DI RACHEL CATTIVA; i primi hanno un suono molto compatto, un bellissimo live set, che però spesso rimanda l'orecchio alle sonorità tanto care ai Marlene Kuntz (e di conseguenza a tutti i seguaci della gioventù sonica!). Nonostante ciò si fanno sicuramente preferire a Godano & co... peccato solo siano arrivati dopo!!! I secondi, invece, non mi hanno convinto appieno, forse perchè mi aspettavo qualcosa di diverso dal loro crossover modaiolo fine a se stesso: sanno suonare molto bene, ma hanno dimenticato quel che è l'originalità! Non che uno debba obbligatoriamente inventare qualcosa per essere bravo, però magari catalizzare delle sonorità e farle proprie è il minimo che si possa chiedere ad un gruppo...

Il terzo live del mese è quello dei JASMINSHOCK, gruppo catanese della WALLACE records e del parco gruppi della Indigena, l'etichetta-management catanese dei grandissimi Uzeda. Che dire del loro live? Sono sicuramente un grandissimo gruppo, hanno tutti una grandissima presenza scenica, anche (e sopratutto) musicalmente sono pressochè perfetti: un suono molto compatto ed incisivo, una chitarra molto tagliente a cui fa da contrappunto una sezione ritmica impressionante per potenza e precisione, ed una voce originale e veramente bella. L'unica piccola critica che mi sento di muovere è la loro palese appartenenza alla scena catanese... è evidente il loro amore per Uzeda, Shellac, June of 44, Fugazi. Io adoro il loro modo di suonare, però mi piacerebbe sentire un gruppo catanese un po' meno americano!

Ultima serata della rassegna e il palco è a disposizione degli ANATROFOBIA, ennesimo gruppo di casa Wallace, sicuramente in questo momento la migliore etichetta italiana. Avevo letto da qualche parte di una certa loro similitudine con gli Starfuckers, ma sinceramente non so di quale sostanza faccia uso colui che ha scritto questa cosa. Scrivo ciò perchè gli Anatrofobia hanno intenti musicali abbastanza lontani rispetto agli Starfuckers: suonano un free jazz molto interessante, con tre strumenti a fiato più basso e batteria. La prima cosa che colpisce è il loro approccio con il genere, sempre legato ad un' immagine da intellettuali un po' superba; gli Anatrofobia, al contrario, si pongono in maniera molto modesta nonostante le indubbie capacità, suonano addirittura con un look da spiaggia degno del miglior nigel kennedy (a loro manca la cresta, ma lo stile è simile!!!). Grandissimi, perchè come già datto suonano davvero bene, e il loro spettacolo è molto coinvolgente; unico rammarico, la poca gente che ha potuto assistere al loro show, si sono persi un grandissimo gruppo, l' ennesimo della rassegna...

Alla prossima stagione, sperando di riuscire a confermare una scaletta all'altezza di quella del primo anno!



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