Indie Club - Soave (VR) Live report, 11/01/2004

11/01/2004 di Massimiliano "mx" Bredariol



E fu così che dopo settimane in cui giornalmente Max Fiorio mi diceva: “uè mx questo qui è un locale da fogo, da paura vaccadì, quando lo vedi svieni ecc ecc” sono giunto in questa costruzione un po’ scrausa chiamata discoteca “le Cupole”.

Immaginate di essere risucchiati da un varco spazio temporale e di ritrovarvi traghettati nel 1973, la vostra autovettura si trasforma all’istante in un alfasud e un magro Massimo Fiorio con pantaloni a zampa e occhiali a stella versione “disco stu” vi da il benvenuto all’ingresso.

Ambientazione da brivido.

Scherzi a parte il locale è davvero una bomba, sala piccola, rotonda, e specchi dappertutto (se ti piazzi esattamente al centro vedi te stesso proiettato dappertutto). Comunque il locale si riempie in fretta e nel momento in cui i JohnMario salgono sul palco (io parlerei di John Mario, l'uomo, il personaggio nuovo, l'artista piu chiacchierato della scena veronese, accompagnato, come sempre, dai fedelissimi Dropstars, però forse sto esagerando. Diciamo che John Mario era in origine il chitarrista dei Kate, e adesso s'è lanciato in questo nuovo progetto dove suona la chitarretta acustica e canticchia, accompagnato dal cantante degli stessi Kate alla batteria e dal bassista al basso. Inoltre la band ha pure un tastierista, tale Sand-p. ndMaxFiorio) per aprire le danze è già bello pienotto.

La band di casa convince assai, uno dei migliori gruppi “in italiano” che il sottoscritto abbia sentito di recente, nessun arzigogolatura linguistica fintopoetica (tipo: sidiceche adognirinunicacorrispondaunacontropartitaconsiderevole) nessuna posa da esistenzialisti in tiro. Canzoni morbide che si adagiano sui ricordi di infanzia dove i nostri raccoglievano ciliegie in Valpolicella e riflessioni sul quanto il culo possa giocare a favore dell’aprire per Vasco a San Siro.

Ottimi secondo il parere del sottoscritto. (Per farvi capire vagamente il genere proposto da John Mario e compagni, immaginatevi De Gregori che canta nei Thrills, oppure un novello Ligabue però con l'aspetto di Dylan Dog e con una voce molto più bella che canta nei Beach Boys, ndMaxFiorio)
E veniamo ora ai gruppi di casa Fosbury: gli es famosi per le loro doti camaleontiche questa sera si traformano niente meno che nei Queens of the stone age, la presenza di Paolo Carraro dei Valentina Dorme alla seconda chitarra si fa sentire e come; nella formazione a quattro il suono della band è più convinto e convincente e i pezzi anche più sbilenchi di “mistercervello” suonano davvero bene anche in veste live.

Dopo una "comfortevole/azzurro superiore” da brivido ecco salire sul palco i Valentina Dorme.

La band apre con 13 e poi prosegue nel proporre i brani di “Capelli Rame” (alcune volte in modo un po’ stanco) alternandoli ai pezzi che faranno parte del prossimo disco e qui veramente ci sono i brividi della serata: l’amore a trent’anni, canzone di lontananza, il salto del doberman, una vita normale, canzoni che portano la band trevigiana in territori più vicini allo strofaritornellismo e danno qualche spunto melodico in più rispetto agli episodi passati.

Il concerto si conclude con i bis di “le tue vacanze in malesia” (altro pezzo nuovo che conferma ancora una volta quanto sopra scritto) e l’esplosiva piloti part-time ripescaggio da "nuotare a delfino" (1999).

Al termine della serata qualche disco venduto, qualche demo ricevuto, tanta gente, e molti di questi si domandano ancora se la barista portasse o meno le mutande. Augh!



All'Indie Club di Soave (VR) è partita una serie di interessantissime serate dedicate a varie etichette. Esordio in grande stile con la serata della Fosbury.

Pagine: Es [Veneto] Valentina Dorme John Mario

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