Indipendent Wave: I primi 4 giorni

02/02/2001 di Moivven



..il discobar baraonda, come da tradizione, continua il viaggio nelle sfere meno note della musica nostrana, e lo fa questa volta organizzando una rassegna di etichette indipendenti, in modo da mettere a disposizione il proprio palco di quei gruppi con molte idee, ma ahimè con pochi soldi da spendere in produzioni e balle varie...la rassegna inizia il 4 gennaio con i joe leaman, a rappresentare l' etichetta gammapop (cosa inusuale già di per sè, visto che joe leaman sono stati prodotti da barriera corallina!); il live è di quelli che lascia il segno, si capisce subito che i tre ci sanno fare, il loro pop atipico colpisce nel segno. Possibili molti accostamenti al di fuori dell' italia per questa band, dai suoni tipici delle moderne formazioni blues-rock-noise (se è lecito come termine....), con il caro jon spencer e la sua blues explosion in testa...veramente bravi! Peccato che il pubblico presente non fosse moltissimo, si sarebbero goduti un' ora di vibrazioni niente male...

La seconda serata della rassegna è stata caratterizzata dalla presenza di un personaggio spesso scomodo, ma intrigante: danilo FATUR, per l' etichetta Olga Records di Modena; bè, chi è venuto con aria dimessa e malinconica, per vedere lo show di questo ex artista del popolo, aspettandosi un panzone patetico e triste, ha dovuto arrendersi di fronte alla fruibilità dello spettacolo proposto da fatur e dai due musicisti che lo hanno accompagnato... l' ora di concerto è scivolata liscia, fra canzoni davvero divertenti e l' immancabile visione del didietro più mostrato in pubblico...dimenticati i tempi dei CCCP, il caro fatur si è riciclato in maniera degna, senza eccessi di malinconia rivoltiagli anni che furono, e pare aver trovato il proprio equilibrio, sia in studio che sul palco...ora non voglio dire che abbia imparato a cantare e suonare, ma di sicuro è molto più divertente ed ascoltabile di tanti pseudo-musicisti disseminati per lo stivale...

La terza sera è stata la volta dei redivivi Fall Out (per i più giovani ricordo che i fall out facevano parte di quel movimento hard core italiano degli anni '80 che ha visto fiorire gruppi come i Negazione, i Remorse o i Raw Power); bè, credo che patetici sia troppo poco per definire lo spettacolo avvilente proposto dai nostri cinque eroi: purtroppo alla voce non c'è più il caro Benzo, ed hanno quindi ovviamente perso gran parte della carica che avevano negli anni d' oro; anche se fisicamente non paiono invecchiati più di tanto, e le qualità tecniche sono rimaste pressochè invariate, è forse la parte più cattiva che è mancata, quella grinta che li aveva eletti a colonne portanti del rock duro italiano.

La quarta serata è stata per ora la più bella musicalmente, e quella dove la gente ha purtroppo risposto peggio...si sono esibiti i Blend ed i COds, prodotti da mister Beware!, ovvero da john vignola...grande attesa da parte dei musicisti in erba per consegnare direttamente fra le mani del loro giornalista preferito il loro demo-cd registrato con tanta cura, sperando di diventar famosi...ma torniamo al live: per primi si sono esibiti i Blend, e non c'è che dire, i gruppi della beware! in linea di massima son tutti bravi, magari non hanno unna gran fruibilità, ma sono davvero incoraggianti dal punto di vista delle idee e dell' originalità; la musica del Blend è infatti di difficile collocazione, anche se dal sapore piuttosto retrò, potrebbero essere un gruppo degli anni '70 mai esistito, o un progetto futurista in cerca di un autore... bellissimi suoni, molto affiatati sul palco, atmosfere intense, davvero interessanti! dopo diloro, son saliti sul palco i Cods, gruppo di prossima produzione (sta per uscire il loro primo disco), anche loro davvero interessanti, con una visione anche loro molto trasversale e convincente del classico terzetto rock; anche per loro suoni molto ricercati, un animale da palco alla voce e chitarre, ed un chiatarrista con sei-sette palle molto accattivante come idee sonore...una particolarità dei gruppi della beware che ho notato conoscendo anche altre produzioni, è la mancanza quasi assoluta del basso....forse le frequenze dello strumento disturbano il sonno del partron dell' etichetta????

resoconto finale: rassegna per ora in positivo, se il pubblico capisse un po' di più l' importanza di uno spazio dove esibirsi, forse non ci sarebbe neppure bisogno di sforzarsi ad organizzare 'ste serate...



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