En Roco - Jail - Legnano Live report, 12/12/2004

12/12/2004 di Caterina Marietti



Una cittadina di provincia a mezz'ora da Milano, un cortile anonimo, una porticina illuminata da un neon rosso e dall'altra parte il Jail di Legnano fatto di stanza spaziose, tavoli di cemento che all'occorrenza diventano ottime postazioni per assistere ai concerti e di sculture colorate. Ed è proprio tra queste mura che stasera, data astrale 4 dicembre 2004, si esibiranno due delle band italiane sulla quale la Fosbury (Valentina Dorma, Es, Mosquitos...) ha puntato quest'anno. Ad aprire la serata è il quintetto indie-pop genovese En Roco, delizioso e vellutato come sempre. Mentre per la sala gira uno di quei venditori ambulanti di fiori, i cinque ragazzi aprono il loro set con uno dei tanti pezzi nuovi presenti in scaletta. "Non dormo mai" tiene intatta la vena dolce del gruppo sottolineata dal violino di Cecilia che fa capolino qua e là tra l'intrecciarsi di chitarre acustiche e elettriche e il rincorrersi delle due voci maschili. A seguire altre nuove piccole perle del loro repertorio tra cui "Il senso delle rose" dal profumo di fiori primaverili, "Giorni senza fretta" e la più rock "L'attore s'è perso". Tra queste poi spuntano i pezzi presi direttamente dal loro album di debutto "Prima di volare via". Troviamo così le splendida "Neve" che già era capace di incantare su disco per la sua bellezza e semplicità e, in chiusura, la coppia formata dalla sbarazzina "Ci si fermava il cuore" e dalla title track del disco. Genuini, sinceri, delicati e piacevoli, gli En Roco riescono a conquistare i cuori dei presenti con quelle melodie facili e dolci che li caratterizzano in un misto tra il pop alla Belle and Sebastian ed il cantautorato alla Elliot Smith.

Si chiude la porta di ferro, l'autostrada è illuminata a giorno, nella macchina ancora musica: Milano è in agguato, dietro l'angolo.



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