Giuradei - Kaibakh Festival - Castione della Presolana Live report, 21/07/2007

31/08/2007 di

(Giuradei Duo - Foto di Mario Panzeri)

Ettore Giuradei chiama il fratello Marco e mette in scena uno spettacolo per il Kaibakh Festival, festival di musica, teatro, arti visive, poesia e molto altro ancora. Comicità, cantautorato, filastrocche e improvvisazione. Giuradei presenta alcuni pezzi del suo vecchio "Panciastorie" (Mizar records) e qualche brano nuovo. Raccoglie applausi, regala un po' di magia. Mario Panzeri racconta.



Succede che un gruppo di amici appassionati di arti visive decide di creare dal nulla un festival tra le montagne dell'orobica Val Seriana. Succede che il comune di Castione della Presolana finanzi l'idea, nell'ottica di una politica di accoglienza turistica lungimirante. Succede così che il Kaibakh Festival occupi una scuola elementare e ne trasformi le aule e la piccola palestra in un curato spazio espositivo con fotografie, filmati in loop e proiezioni di cortometraggi. E succede che qualcuno con ottimo gusto si occupi della programmazione musicale.

Nelle due settimane del festival oltre all'esibizione dei Numero 6 con Enrico Brizzi spicca il concerto acustico di Ettore Giuradei in compagnia di suo fratello Marco. Le sedie in plastica bianche sul selciato davanti alla scuola si riempiono di pensionati in cerca di refrigerio estivo, famigliole in vacanza budget, bambini saltellanti, qualche passante col sigaro e, cosa bella, di giovani attenti e curiosi. E mentre Marco, capo chino sul piano come Schroeder dei Peanuts, disegna traiettorie minimali, Ettore, impegnato alla mimica e alla chitarra senza una corda, imbastisce la messinscena: i pezzi, spogliati dei corposi arrangiamenti "di pancia" dell'album, sono giocosi e bislacchi come filastrocche un po' sboccate spuntate da chissà dove. Giuradei non è solo vino, cantine, donne, sbronze ma anche fiorellini, stelle, mucche, culi sudati sulla lavatrice per intenderci. Eccolo dare un bacio al bambino, fare le boccacce a chi lo riprende, corrermi incontro urlando, salutare chi viene e chi va, celebrare l'ottantatreesimo compleanno di suo nonno, staccare le luci della corrente per ammantarsi di oscurità e nell'oblio ricevere l'applauso, risorgere per gli acclamati bis. Un grande talento a metà strada tra lo sbraco di Paolo Rossi, la gigioneria di Capossela e l'imbarazzo di un talentuoso ma timido commediante al primo provino: il passaparola continua, il secondo album non ci coglierà impreparati stavolta



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