Kendrick Lamar a Milano: luci e ombre di un momento che fa la storia

Sotto il palco il delirio, nel “Paese reale” un surreale silenzio. La prima data del tour mondiale del rapper è uno show clamoroso, un bel segnale per il nostro sistema, una festa totale per la (giovane) folla presente. Eppure media e pubblico “generalisti” assenti: com’è possibile?

Foto corsara del concerto di Kendrick Lamar a Milano
Foto corsara del concerto di Kendrick Lamar a Milano
24/06/2022 - 11:08 Scritto da Vittorio Comand

"Oh dai su facciamo casino cazzo, io sono qua e domani devo pure alzarmi presto per studiare diritto privato!". A urlarlo è un ragazzo di poco che avrà circa 20 anni, nel mezzo del pit sotto il palco montato all'Ippodromo Snai San Siro, quando ancora manca un'ora all'inizio di un concerto attesissimo. Un evento enorme, anche se forse non si è davvero percepito quale fosse la portata: è il live di Kendrick Lamar, prima data del tour mondiale, che arriva un mese dopo l'uscita del suo ultimo album, Mr. Morale & The Big Steppers.

Lo studente esagitato che ho al mio fianco ben rappresenta il pubblico che mi circonda. C'è la percezione di stare per assistere a un evento epocale, uno di quei concerti che potrebbe cambiarti la vita. Sarò esagerato, ma a pensarci bene è così. Perché Kendrick arriva in Italia 8 anni dopo la prima (e fino a ieri unica) volta, dopo essere diventato un fenomeno culturale gigantesco, dopo aver vinto un premio Pultizer nel 2018 e, soprattutto, dopo quel pasticciaccio brutto della pandemia di cui ancora non possiamo fare a meno di parlare. I presenti hanno bisogno di uno slancio vitale forte, sembra quasi una supplica che lampeggia negli occhi spiritati dei fan più invasati del rapper.

Quello che fa strano è che un concerto di questa portata non sembri aver bucato quella maledetta bolla del nazionalpopolare. Che ci può anche stare che Kendrick non sia percepito anche dal mondo dei grandi media italiani come la star enorme che è, però il silenzio – stampa di settore a parte – che avvolge i giorni prima del live è surreale. Finalmente tornano anche mostri sacri della musica nel nostro Paese, Lamar è da tantissimi considerato il rapper più forte della sua generazione, possibile che ciò non sia percepito in minima parte da un pubblico più ampio, o che non ci sia un interesse a parlarne, a dedicare anche solo qualche parola al riguardo?

Kendrick sul maxischermo
Kendrick sul maxischermo

Comunque, il fatto che il tour mondiale parta da Milano vorrà pur dir qualcosa, è un segnale che dà conforto e che fa ben sperare perché artisti contemporanei di questa portata possano piantare una bandierina nel nostro Paese. E nonostante la playlist pre-show di cover acustiche di hit di vario genere, da Beyoncé a Elton John, nonostante l'inizio con qualche problemino audio, la fame di live da parte del pubblico è feroce, tanto che durante tutto lo show partono poghi a ripetizioni, anche su momenti più riflessivi o in canzoni in cui non c'è un drop a scaricare la tensione. Semplicemente, c'è una voglia che aspettava di esplodere così, caotica, ingovernabile, frenetica, cantando a memoria tutti i brani in scaletta.

Lo show fila liscissimo, un'ora e mezza scarsa che in realtà basta e avanza, data l'energia con cui Kendrick rappa e la risposta amplificata del pubblico, incontenibile. Le pazzesche coreografie messe in scena dal corpo di ballo di 30 uomini e donne che il musicista porta con sé sono meravigliose, anche se finiscono col perdersi mentre si viene sballottati da una calca inarrestabile. C'è quel clima di festa da concertone rock, solo più concentrato tutto insieme e senza un velo nostalgico che avvolge tutto. Kendrick è il qui e ora, viverlo adesso significa viverlo nel momento d'oro della sua carriera. Perciò gettarsi in mezzo alla carne viva del live è un atto quasi dovuto.

"We'll be back", dice uno stremato Kendrick a fine concerto, dopo aver fatto un lungo discorso di ringraziamento verso i fan, sudatissimi ma ancora carichi, tanto da chiedere a gran voce un bis nonostante lo show sia bello che finito e non ci sia davvero nulla di più da chiedere. È un'energia sana, splendida, che ripara a quel silenzio generale di cui sopra. "We'll be back". E speriamo che anche l'Italia là fuori sia pronta ad accoglierlo come merita.

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L'articolo Kendrick Lamar a Milano: luci e ombre di un momento che fa la storia di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2022-06-24 11:08:00

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