Alex Britti - Kitarra, Voce e Piede - Roma - Auditorium Live report, 28/07/2003

30/07/2003 di



Prendetevi un lieve spazio di pausa, scardinate per un istante il vostro pregiudizio, disarmate l'arma della polemica gratuita e provate a credermi: il concerto di Alex Britti è stato un evento davvero piacevole. Talvolta può essere gratificante allinearsi al comune giudizio ed io non ho molti dubbi: mi sono divertito a stare seduto tra bambine in vestiti attillati, urla di omaccioni di borgata, mamme prorompenti, distinti signori con lo sguardo intellettuale, coppiette disallineate, qualunquisti qualunque e curiosi curiosanti.

Ho di fronte le vostre espressioni mentre mi leggete. Le vostre facce disordinate, l'espressione arcigna, il ghigno di chi legge con supponenza e lo sguardo che nulla concede al beneficio del dubbio. Eppure continuo a scriverlo: il concerto di Alex Britti mi è piaciuto. Andiamo avanti. Raccontiamolo, perchè se lo merita.

Un evento inizialmente previsto nel fantastico scenario di Caracalla, poi non concesso dalle Belle Arti, ma comunque tenuto in un ambiente decisamente affascinante come la Cavea dell’Auditorium di Roma, nel cuore di quel Parco della Musica che continua a lasciare perplessità, sia dal punto di vista architettonico, che dell'effettiva utilità sociale per una città che aveva forse bisogno di spazi di ben altro tipo. Il colpo d'occhio è notevole, starsene appollaiati nell'anfiteatro regala quella sottile sensazione di fiero e spocchioso appagamento capitolino, nonostante la temperatura oltre ogni logica faccia quasi sentire la mancanza di un braciere in cui versare il mestolo con l'eucalyptus.

Se non consideriamo le apparizioni amatoriali e pre-notorietà al Big Mama, questo è solo il terzo concerto di Alex_Britti_quello_famoso nella sua Roma. Tutto esaurito. Muretti e scalini compresi. Britti entra, saluta, si siede, è emozionato. L'immagine è diversa dal solito, non più la dubbia figura sanremese immersa nei sorridenti colori patinati, piuttosto l'aria timida, ma tenace, di uno che vuole dimostrare di saper piacere anche a se stesso, con dignità. In tal senso, l'ambiente non è certo favorevole. Il coro che si alza durante i ritornelli è terribilmente femminile ed irritante. Fastidioso il coro e fastidiosa l'inesauribile carica delle batterie che alimentano quei cuoricini luminosi dondolanti. L'atmosfera sugli spalti è quella che potete immaginare, ma Britti sembra non volersi adeguare e appare deciso a cercare una via di fuga da un percorso artistico che fino ad oggi lo ha visto affogare (beato lui?) nello scintillante mainstream. La chitarra saldamente incollata ai polpastrelli, un ampio set di pedali nemmeno troppo costosi, un campionatore autogestito. Britti "costruisce" il proprio spettacolo, assolutamente da solo. La sua non è solo espressione circense di un uomo che con la chitarra può compiere inarrivabili gesti atletici, ma un modo personale e, a tratti, stupefacente di approcciare blues e jazz. Melodie incastrate in fraseggi impossibili, esibizioni istrioniche su e giu per la tastiera, strutture classiche arricchite di dettagli imprevedibili, basi montate campionando in tempo reale suoni e rumori. Qualcuno rimane spaesato, pochi ammettono di annoiarsi, molti si esaltano per il solo motivo che avevano gia deciso di farlo. Un'ora e quaranta di concerto praticamente senza pause, salvo alcuni dialoghi con il pubblico.

Le canzoni sono quelle, le conoscete: talvolta divertenti, talvolta addirittura emozionanti, troppo spesso imbarazzanti per l'assenza assoluta di spessore nella scrittura. Ad eseguirle c'e' però un Musicista apparentemente convinto di voler dare un senso diverso ad una carriera impantanata nella collezione di dischi di platino, ma ben lontana dal gratificare artisticamente un uomo che con la chitarra sa davvero sprigionare talento e regalare emozioni. Britti pare ora intenzionato a dimostrarlo, pur senza rivoluzionare totalmente la sua appartenenza ad un mainstream che lo coccola fin dagli esordi . Ovviamente, a meno di clamorose rivoluzioni personali, le nostre strade rimarrano saldamente separate: lui a scalare le classifiche, noi a scambiarci idee romantiche sulle utopie indipendenti, ma se vicino casa vi capita "questo" Alex Britti, vi consiglio di andare a vederlo. Potreste divertirvi.

E ora... fatevi sotto... vi aspetto...



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