Jovanotti - L'albero tour - Roma Live report, 01/05/1997

01/05/1997 di Mauro Bastelli

 



Premessa (importante):
Tutti più o meno conoscono o pensano di conoscere un artista della scena musicale contemporanea: la tv, la radio, i giornali ci passano tante loro immagini ma io mi sono accorto che, come per altre mille situazione del nostro mondo, l'informazione oggi più che mai è superficiale e spesso fuorviante.

Cosa c'entra questo discorso con la richiesta di Pons (ndPons qui l'autore dell' articolo vi svela chi e' il "mandante"...) di scrivere due righe sul concerto di Lorenzo, direte voi?

Sia per Lorenzo che per molti altri personaggi attuali, i media hanno creato un'immagine non pienamente corrispondente alla realtà: se si vuole capire meglio o di più di Lorenzo, ad esempio, e se si vuole godere meglio del suo splendido concerto, bisogna prima di tutto visitare il suo sito in Internet, nel caso specifico, ww.soleluna.com; qui c'è la possibilità di incontrare il Lorenzo vero, quello più intimo che vi condurrà dentro i suoi temi, i suoi pensieri, i suoi dubbi, insomma dentro il suo mondo.

Consiglio tutti soprattutto di andarsi a leggere il suo giornalino, Barabba; penso che in questo modo molti, soprattutto i più scettici, ma non solo loro, potranno capire meglio il suo ultimo cd e di conseguenza il suo concerto.

 

Il Concerto:
Immaginate qualcosa di atipico, di diverso dai concerti che di solito capita di vedere; pensate ad un concerto non come un esibizione, ma come ad un rito pagano o sacro vero e proprio. Gli schemi usuali non contano ,conta solamente l'energia della musica e del pensiero che la guida, basta sedersi (se si riesce a stare seduti e fermi) e lasciare che le luci, i suoni e soprattutto l'energia rimbalzi dal palco alla gente e viceversa.

Certo che, prima di tutto, ci vuole fantasia a chiamarlo palco: sembra più una piazza, uno scenario da film di fantascienza dove si muovono continuamente, senza un attimo di sosta i musicisti, che poi sono anche tutti coralmente attori, saltimbanchi, narratori.

Sì perché il concerto di Lorenzo è veramente una festa di piazza, una piazza del futuro che però pesca anche nelle cose più belle del passato.

Così capita di iniziare con una vera banda (cambia in ogni città perché é una banda del luogo) che introduce Lorenzo e i musicisti o meglio sale sul palco assieme a lui e così, tutti insieme parte "il re"; in questo modo è subito chiaro che questa sarà soprattutto una festa, un lungo viaggio (tre 3!!!! ore) in una dimensione nuova, più che nel mondo di un artista.

Dentro io ci ho trovato i sogni, le paure, le gioie, i dubbi di un individuo alle soglie del 2000; la storia del concerto è la storia soprattutto dell'ultimo lavoro di Lorenzo, per cui non mi soffermerò sui pezzi e sulla scaletta vera e propria ma sull'impatto generale dello spettacolo. Chiaramente c'è, in tre ore, posto anche per il Lorenzo di ieri che comunque si ascolta e si vive in un modo diverso dall'ascolto del passato.

Prima di tutto si resta assolutamente colpiti dall'energia che tutti buttano sul palco; il movimento è l'elemento più visibile e caratteristico di tutta la serata e quando non c'è movimento c'è un'immobilità che è comunque un segno, un messaggio preciso: tutti si muovono, partecipano all'azione coralmente anche se ognuno segue un suo moto: c'è quasi una metafora della vita dentro, un' insieme animato da tanti percorsi diversi, e comunque sempre tanta energia nel suono e nelle vibrazioni che si muovono fra palco e platea.

L'altro grande attore della scena è la ritmica, questo elemento così importante nella musica di oggi e soprattutto nella musica di Lorenzo, la ritmica così vicina all'Africa dalla quale Lorè ha preso momenti bellissimi, la ritmica così vicina al cuore ed agli impulsi più ancestrali dell'uomo (il battito del cuore, il sordo pulsare del basso...) Chiaramente per gestire una vicenda così profondamente intrisa di ritmo occorrono i musicisti giusti e qui Lorenzo si è mosso alla grande: i musicisti sono tutti straordinaria mente "intrisi" (anche se la parola non è la più appropriata) di ritmo: anche chi svolge parti, in predominanza, armoniche ha un feeling assolutamente ritmico, un modo di suonare il proprio strumento con grande presenza ritmica oltre che armonica. Non essendo un professionista non ricordo esattamente i nomi, ma vi posso dire che tutti sono assolutamente all'altezza delle aspettative che un progetto del genere crea: voglio comunque sottolineare che oltre ad aspetti tecnici spettacolari (vedi Saturno basso, De Gregorio vibrafono & marimba, Pier Foschi batteria, la sezione fiati, Ernesttico ecc ecc) è il modo di sentire la ritmica che ti colpisce; tutti sono sempre (nonostante la fatica fisica di suonare per tante ore e camminare e correre) lucidamente presenti e tutti seguono con grande ispirazione la ritmica e la ritmica segue le parole, le supporta, le alza.

E' un flash, tre ore che durano un minuto piene anche di trovate simpatiche ed intelligenti, niente di pacchiano di esclusivamente scenico ma qui si vede un' altra grande capacità di Lorenzo: la vena creativa della fantasia nei disegni, nelle immagini proiettate sul "cielo" del palco, nelle tende che nascondono improvvisamente i musicisti, nelle ombre che fanno gigante l' uomo che cresce lungo la linea d' ombra, nell' albero sotto cui si riposano i più stanchi.

Basta: più scrivo più credo di non rendere giustizia ad uno spettacolo che va visto e vissuto direttamente ed in prima persona. Il mio unico consiglio sia che amiate Lorenzo, sia che lo detestiate o vi sia completamente indifferente, è di andare a vivere questa bellissima esperienza e buon divertimento a tutti!

Tanto per darvi una misura della mia estrazione e quindi della mia connotazione e collocazione musicale e non, vi dirò che ho 37 anni, una figlia di 5 che era con me e mia moglie al concerto e che non ha smesso di ballare un attimo, vengo dal rock, amo la buona musica in generale, suono con grande fatica il poco che posso, ma soprattutto cerco di ascoltare e d osservare tutto quello che di originale e spontaneo il mondo della musica e della creatività in genere ci può dare, superando le stupide barriere dette "generazionali" e/o "culturali" che qualcuno ci vuole appioppare ogni giorno.

Attendo commenti ed impressioni di altri che abbiano visto questo od altri bei concerti. Grazie della pazienza e "lunga vita alla musica"



 

Commenti

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