One Dimensional Man (ODM) - Latte+ - Brescia Live report, 15/10/2010

18/10/2010 di

(Foto di Pietro Persico)

Uno dei principali eventi di questo 2010 è la reunion degli One Dimensional Man. Pierpaolo Capovilla al basso, Giulio Favero alla chitarra e il nuovo batterista Luca Bottigliero seduto al posto di Dario Perissuti. E' una serie di concerti importanti, li aspettavamo da tempo, e c'entrano fino ad un certo punto con quello che è venuto dopo: Il Teatro degli Orrori, i sold out, ecc ecc. Bisogna tornare indietro di 9 anni: usciva il loro terzo disco "You Kill Me" ed erano a tutti gli effetti la migliore live band italiana. Il confronto è immediato: la potenza di fuoco persiste, il feeling col pubblico meno. Nicola Bonardi ci racconta la seconda data del tour.



SEI UN COGLIONE! SEI UN COGLIONE!

Lo so, è la musica quel che conta, è la performance, è la scaletta, ma se torno col pensiero all'involucro del concerto degli One Dimensional Man al Latte+ di Brescia, la prima cosa che mi viene in mente è quella...

SEI UN COGLIONE! SEI UN COGLIONE!

Lo so e me ne dolgo, ma tant'è, il resoconto del ritorno degli ODM su un palco, per quanto mi riguarda si riassume e cristallizza tutto lì, in quelle parole urlate da un irascibile Capovilla all'indirizzo del solito cretino che, ubriaco marcio, gli ha appena lanciato il maglione in testa. Il maglione, non una pietra, nemmeno uno sputo, un morbido e innocuo maglione, forse una felpa, magari un po' sudata, ma di certo non contagiosa, né urticante, né contundente.

Il fatto è che l'ultima volta che avevo visto il Capovilla in questo stesso locale, con il Teatro degli Orrori, era successa una cosa simile con una tizia (parecchio sballata) che aveva avuto l'ardire di sedersi sul palco durante il concerto. I casi sono due: Capovilla attira gli imbecilli, oppure semplicemente alcuni comportamenti, a dirla tutta abbastanza canonici in un contesto di rock selvaggio, non gli sono più congeniali. Che succede? Gli ODM hanno perso lo spirito? Dov'è finita quella compagine devastante, la cui potenza si riverberava per ore facendo pensare che tutto sarebbe potuto accadere? Non dimentichiamo che il loro batterista storico, una belva umana chiamata Dario Perissuti (che enorme spreco il fatto che abbia lasciato la concretezza di un drumming tellurico in favore dell'effimerità del web design) era spesso solito levarsi TUTTI i vestiti e suonare mostrando le sue grazie anche a chi avrebbe preferito non vederle... Capirete che è impossibile non fare i conti con i ricordi visto che stiamo parlando di un ritorno (e che ritorno!) ed è facile quindi rimanere interdetti di fronte all'atmosfera tesa ma assai poco vibrante vissuta al Latte+.

Una serata storta capita a tutti, e diciamolo chiaro, possiamo definirla "storta" solo perchè parliamo degli ODM: non si nega il fatto che siano ancora bravissimi a picchiare, che Giulio Favero sia un chitarrista eccezionale e che lo stesso Capovilla... sia pur sempre Capovilla! Niente male anche il nuovo acquisto Luca Bottigliero, già batterista dei Mesmerico, una specie di sosia del giovane Dave Grohl (è un complimento). Eppure quel che resta è, appunto, una serata rumorosa ma spenta, di grande impatto per i timpani, ma poco incisiva per il cuore: l'acustica di certo non aiuta, considerando che "Saint Roy" e "I can't find anyone" primi brani nella scaletta ("You Kill Me" viene proposto per intero) piombano addosso come un macigno di cui è quasi impossibile distinguere le varie venature, la situazione migliora col passare del tempo, ma si ha sempre l'impressione che ci sia qualcosa che non va o qualcosa che manca. Il problema è stabilire cosa: se dal palco non arriva quell'energia che ci si aspetterebbe, nemmeno la sala si rende protagonista: applausi e grida, certo, ma con un retrogusto di timidezza, qualche testa che si muove e giusto uno o due tizi che accennano un pogo che non riesce a coinvolgere nessuno.

Cosa diavolo è successo in tutti questi anni? Forse la spiegazione è più semplice di quel che sembra: siamo invecchiati. Noi e loro. Gli One dimensional man si sono fermati troppo presto perchè le nuove leve li facessero diventare dei beniamini, si sono trasfigurati nel Teatro degli orrori ed è in quella veste che hanno raccolto l'entusiasmo dei ragazzini, congelando (in tutti i sensi) l'esperienza precedente. Risultato? Il loro ritorno è stato accolto con gioia da chi li seguiva quando era il momento e ha lasciato indifferenti i più giovani (l'età media al Latte+ non era delle più basse): chi ai tempi di "You Kill Me" aveva vent'anni e sudava come un pazzo sotto il palco, si trova ora qualche passo più indietro, il problema è che davanti non c'è quasi nessuno, se non gli ubriachi che non si sono accorti del tempo che passa e lanciano felici la loro felpa sulla testa di un cantante, che probabilmente anni fa ci si sarebbe asciugato il sudore, per poi rilanciarla con un ghigno al proprietario.

È un concerto che andava fatto e andava visto, non voglio parlare di "delusione" perchè sarebbe banale, non ci si fa cogliere di sorpresa dagli ODM al punto da poter rimanere semplicemente delusi, l'aspettativa nei loro confronti è rimasta quella di un tempo: si sa, sono umorali e questo può cambiare faccia a una serata. Sono e restano qualcosa di gigantesco per cui vale la pena anche rimanere interdetti, confidando che altre date di questo tour possano esplodere e far così ripartire la macchina da guerra.



Commenti (7)

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  • Roberto Cantusci 18/10/2010 ore 20:47 @robierto

    Al di là del maglione e del coglione hai descritto perfettamente l'atmosfera a Brescia, ma giustamente con loro ogni concerto può essere diverso dall'altro.

  • Filippo Cicciù 19/10/2010 ore 22:58 @fillo

    Già, a Bologna- prima data del tour- l'atmosfera era completamente diversa rispetto al racconto di Brescia. Un tpo quasi completamente pieno e sudatissimo, suoni potenti e nitidi, hanno suonato vari bis e si percepiva una sincera emozione. Per certi aspetti rimangono un gruppo insuperato nel panorama italiota, anche se ha ragione Nicola a dire che si sono fermati prima di diventare beniamini per le nuove generazioni ma possono risultare interessanti anche per chi non li seguiva prima (come il compare di bevute che mi ha accompagnato al concerto).

  • Manfredi Lamartina 20/10/2010 ore 11:15 @manfredi

    In effetti, invecchiare vuol dire conoscere persone che non hanno mai visto gli One Dimensional Man dal vivo

  • Marco Bassanello 21/10/2010 ore 01:36 @marcobassanello

    A dire il vero li ho visti al T.P.O. e hanno spaccato il culo, hanno suonato e risuonato, chiesto ai menmbri del T.P.O. se potevano suonare ancora qualche pezzzo a un'ora già tarda. Capovilla in forma e divertito, Giulio formidabile. Prima di criticare non mi limiterei ad andare ad un solo concerto, perdipiù se si ha a che fare con Capovilla.

  • Nicola Bonardi 21/10/2010 ore 10:00 @nicko

    e chi li critica? io adoro questo gruppo e sono solo contento se altre date sono state e saranno migliori di quella a cui ho assistito io, purtroppo a Brescia è andata come ho cercato di raccontare nell'articolo e, credimi, a fine concerto l'insoddisfazione di parecchi era palpabile.
    spero di riuscire a rivederli prima che tornino in formalina.

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