Lemmings, i Ronin ascoltati da un giornalista straniero

16/04/2007

Ronin
Lemmings
Ghost - Audioglobe (2007)



Come una specie di Ennio Morricone indie, i post rockers italiani Ronin compongono quel genere di strumentali languorosi che ti aspetti di trovare in un moderno spaghetti western. A volte affine ai Calexico, altre memore di un blues texano meno dipendente dalle chitarre, la band gira al meglio quando le influenze si armonizzano evocando immagini di un romantico passato. Accordion, tuba, sega ad archetto: tutto evoca i panorami desertici e i ruvidi personaggi di Sergio Leone. Diversamente dai tipacci di frontiera che mettono in scena così efficacemente, i Ronin non esplorano nuovi e selvaggi territori, ma la loro passione e la loro arte possono insufflare un po' di vita a un genere altrimenti stagnante. // Josh McDonald (Traduzione di RS)

TESTO ORIGINALE
Like some kind of indie Ennio Morricone, Italian post-rockers Ronin compose the kind of languorous instrumental pieces you would expect to find in a modern spaghetti western. At times akin to Calexico, at others reminiscent of a less guitar-dependent Texas blues, the band is at its best when the various pieces come together to reminiscent images of a romantic past. Accordion, tuba, singing saw – all evoke the parched landscapes and rugged characters of Sergio Leone. Unlike the frontier figures they so effectively dramatize, Ronin aren't exploring bold new territory, but their passion and craft may yet breathe some life into an otherwise stagnant genre.

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