Corrado Nuccini ci racconta il tour dei Giardini di Miro'

22/11/2010 di

I Giardini di Mirò hanno presentato in Europa "Il Fuoco", inizialmente nato come sonorizzazione della pellicola di Pastrone del 1915 poi diventato il loro quarto long playing ufficiale. Come per l'Italia, hanno prima proiettato e musicato in diretta il film, poi suonato altri brani del loro repertorio. Non è una cosa da poco: immagini italiane, musica italina, applaudite in Svizzera, Belgio, Lussenburgo e Germania. Corrado Nuccini ci ha scritto una breve mail la sera dell'ultima data. Ci racconta il tour.



Nulla ha più senso della luce al mattino in un "band apparment" con otto persone al fianco su letti che hanno ospitato più culi che sensi di colpa. Quella luce ne sa, credetemi, mette a nudo le scritte ai muri, i cazzi ovunque, le ostentazioni d'ogni tipo, gli adesivi delle band: i Killer Killer, i Herrenmagazin, i The grand Opening. Gruppi, gruppi, gruppi, non è difficile capire come tutti ci provino, pochi ci riescano, molti si dannnino: fottuto sogno di rock'n'roll ecco un altra storia.

In ottobre è uscito "Il fuoco" per l'etichetta berlinese CCO e ora si suona. Lo spettacolo è composto, così come in Italia da una prima parte dove sonorizziamo la pellicola omonima e da una seconda dove riproponiamo i nostri pezzi. L'estero, un desiderio, sì perché gli emiliani la strada per Germania la conoscono bene, si chiama "Autostrada Brennero", parte da Carpi e se la fai tutta e arrivi fino al Nord, senti quel freddo ovunque, il profumo del mare, e senza troppe menate sei sulla Reeperbahn di Hamburg, vicino a S. Pauli.

Per i GDM è il quinto tour tedesco, il primo l'abbiamo fatto nel 2001 quando eravamo alle prime armi, partimmo dall'Italia con la pasta e la passata di pomodoro nel furgone. Sì lo so, sembrano storie d'altri tempi e t'aspetti che Alberto Sordi esca per dire la sua, ma la verità è che da allora ad oggi è cambiato tutto. La Germania è il motore dell'Europa, si vede, lo respiri, qui trovi una nazione verde, solida, produttiva. Altra roba l'Italia, triste macchietta d'Europa, con un'immagine massacrata da quei farabutti che ci teniamo al governo. Sbaglio?

Il progetto di portare una pellicola italiana in giro per l'Europa, non dico voglia ridare un'immagine al nostro paese, sarebbe ridicolo, ma, nel suo piccolo vuole ribadire che esiste un'Italia che ha idee, pensieri, cultura, arte, buona cucina, belle, bellissime ragazze che la danno, pensate un po', solo ed esclusivamente per amore ma torniamo al tour.

Primo Weekend in Svizzera, poi Germania, a metà capatina in Lussemburgo e poi finale ancora in terra teutonica, Colonia, Francoforte, Karlsruhe. In questo tour mancano alcune grandi città ma il tour torniamo in Gennaio a Berlino, Monaco, Lipsia. I concerti vanno bene, molto bene, magari non facciamo i numeri di pubblico che permettono ai promoter di non lavorare per il resto della vita, ma ahimè non siamo qui per questo. Avere gente ogni sera disposta a pagare 15-16 euro di biglietto, per guardare il film, applaudire, ascoltare altri quaranta minuti di musica, esaltarsi e volerne ancora, beh, ecco non sarà la storia dei Clash, degli U2, ma è una cosa esaltante, è la nostra versione di quel fottuto sogno di cui si parlava e ce la teniamo stretta.

Non la tengo lunga. Ringraziando tutti a partire da Michele, "band best friend", Pruzzo al mixer, Sollo che ha sostituito Mirko al basso per queste date e ovviamente ringrazio e saluto tutti voi che leggete, ci seguite e tutto quanto segue. Ci si vede presto, dai.



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