Lilies on Mars - Il diario day-by-day e le foto del tour negli USA con i Fanfarlo

16/04/2014

Le Lilies on Mars sono appena tornate da un lungo tour che le ha viste sul palco insieme ai Fanfarlo, la band indie pop inglese capitanata da Simon Balthazar. Dopo la date europee, sono partite alla volta degli Stati Uniti, e ci raccontano il loro viaggio in questo tour report, dalle colline di Hollywood allo shopping in Seattle.

Dopo il tour europeo, pronte per lo Street Fighter 2, negli Stati Uniti.



23 Marzo, Londra. Attendiamo un taxi tutti insieme (noi e i Fanfarlo) da Hackney/ Dalston per l'aeroporto di Heathrow. Prime complicazioni, siamo un po' tutti in ritardo, il taxi che ci mandano è troppo piccolo e non ci stiamo con tutta la strumentazione che abbiamo, siamo carichissimi. No panic, sarà l'abitudine, e comunque arriviamo a Heatrow in ritardo ma riusciamo a prendere l'aereo. Partiamo alle 3 del pomeriggio puntualissimi. Dopo 11 ore e 37 minuti arriviamo a Los Angeles, però abbiamo guadagnato 9 ore con il fuso quindi siamo stordite e sono le 20:30. Welcome to the United States. Thanks. LET'S START. In aeroporto ci aspettavano lui...


(FHO/TM Sebastian)

e lui...



Un freightliner tutto illuminato, enorme! D'altronde ci dobbiamo stare in 8 per più di un mese. Starci, significa mangiarci, dormirci, lavorarci, comunicare, guardare dei film, ascoltare musica, bere vodka e birre dopo i concerti, ballare, essere esausti di vederci, non vedere l'ora di rivederci.
Per più di un mese di convivenza 24h con 8 persone che quasi non si conoscono si creano dinamiche davvero strane.

24 Marzo, San Diego. Prima data in California, pubblico davvero speciale ma siamo davvero stordite dal jet lag e attendiamo con ansia di arrivare a LA, prima data del tour, data prova. Check. VIA.

25 Marzo, Los Angeles. Finalmente! Ci viene in mente subito “Mulholland Drive” di David Lynch, con il quale collaborammo anni fa, quando eravamo piccole e spettinate!



...ma di Mulholland troviamo solo questa via.



In compenso ci ritroviamo qua su e fa un bell'effetto.



Ti rendi conto che questo posto esiste davvero solo quando lo vedi. Ci fiondiamo da Amoeba, storico Record Shop di LA.



Da Amboeba passiamo le ore prima del soundcheck. La venue è il leggendario Troubadour e quando leggiamo il nostro nome sul cartellone ci emozioniamo seriamente.



Il pubblico è straordinario, ci sentiamo circondate da molta stima e affetto.. Grazie LA.

26 Marzo San Francisco. Accolte molto bene anche qui.



San Francisco sono quattro città in una e le abbiamo visitate tutte. Meravigliosa. Ah, dimenticavo, a San Francisco, ci sono gli hippies, quelli veri d'altri tempi, peace and love, e sono tantissimi con uno svariato numero di animali a seguito. Per chi fosse interessato a rivivere l'atmosfera dei primi anni '60, piuttosto che ad Alcatraz o al Golden Gate Bridge, loro stanno al Golden Gate Park.



27 Marzo, day-off. Viaggio interminabile. Labirintite acuta.

28 Marzo, Portland. Goodbye California. Non smette di piovere mai, ma per pochi minuti il cielo della città di Elliott Smith ci regala un bellissimo double rainbow.



Il Dante's è un locale molto rock, estremamente rock, anche gli MGMT lasciano un messaggio rock in bagno.



29 Marzo, day-off. Arriviamo a Seattle alle 6 del mattino. Essere qui è davvero emozionante nonostante l'orario, dormiamo qualche ora e poi andiamo in città. A Seattle i Nirvana sono ovunque, ed ovunque tu entri qualcuno parla di loro e di come e quando li hanno conosciuti. Marina ha ovviamente pianto al racconto di Dave, il proprietario di Bop Street, uno dei cinque più famosi record shop americani. Ci ha chiesto di firmare nel suo store e ha comprato i nostri vinili! Emozioni.



30 Marzo, Seattle. Suonare al Tractor è come suonare nel tuo studio, suona esattamente come vorresti. Concerto molto intenso, ci siamo divertite da matte! In mattinata abbiamo fatto anche un photoshoot con una fotografa eccezionale, Angel Ceballos. Onorate.



31 Marzo, day-off. Ci fermiamo in un hotel in mezzo al nulla nell'Idaho. Piscina, jacuzzi e cena servita in camera. Ogni tanto è giusto cosi. Buonanotte alle 23. Right on!

1° Aprile, Salt Lake City. Abbiamo visto la neve su sterminati campi di patate. Appena arrivate al The Urban Lounge dove suoneremo stanotte. Martedì, chissà cosa ci aspetta. Per ora, guardo la venue dal tour bus, sono sola e penso che sto morendo di sonno e che bisognerebbe passare l'aspirapolvere qui dentro e che se smettesse di piovere anche l'umore sarebbe più sereno.



E invece appena finiamo di suonare ci rendiamo conto che la gente è entusiasta e noi più di loro. Grazie alle montagne piene di neve dello Utah.

2 Aprile, Denver. La neve ci ha tenute sul tour bus a lungo.



Ho fatto in tempo a scattare questa foto in un attimo di pausa.



3 Aprile, day-off. 200milamilionidiorediviaggio.

4 Aprile, Kansas City. Prima e forse unica data festival del tour, suoniamo al Middle of the Map Fest, insieme a Of Montreal, Wolf Eyes e 120 altre band sparse nei vari palchi della città. Il tour bus è parcheggiato davanti ad un record shop da molte ore, compriamo una valanga di vinili e.. ovviamente a questo punto, un giradischi. La nostra Valentina Magaletti vince.



5 Aprile, St. Louis. Arriviamo in mattinata e finalmente fuori c'è il sole. Questa sera suoneremo al Blueberry Hill, storico locale dove scopriamo che Chuck Berry suonerà a fine mese alla tenera età di 87 anni. D'altronde questa è casa sua. W il rock'n’roll, ma anche il jazz di Miles Davis che ha vissuto qui.

Tag: concerti

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