Umberto Maria Giardini (ex Moltheni) - Link - Bologna Live report, 30/11/2001

02/12/2001 di Nicola 'Neghe' Violi



Personalmente ero rimasto abbastanza perplesso nel leggere gli accostamenti fatti da Moltheni nel descrivere le scelte musicali sfociate nel nuovo “Fiducia nel nulla migliore”:Kyuss, Screaming Trees, QOTSA e Verdena (gli ultimi due presenti anche nei ringraziamenti all’interno del booklet). Nomi che stridono se confrontati con la levigatezza pop del disco d’esordio dell’artista marchigiano (“Natura in replay”), ma che –alla prova dei fatti – si addicono bene a questo nuovo capitolo e soprattutto alla sua rappresentazione live.

Un ‘Link’ affollato attende con curiosità l’inizio del concerto inaugurale del tour che Moltheni porterà in giro per l’Italia anche grazie alla collaborazione del locale bolognese. E’ già abbondantemente passata la mezzanotte quando le note di “Curami Deus” scuotono i presenti: il brano è molto più aggressivo e diretto rispetto alla sua versione digitale. Sarà una costante della serata, ed il motivo è presto detto: sul palco oltre a Moltheni e alla sua chitarra elettrica o acustica a seconda dei pezzi, il gruppo del Santo Niente che l’accompagna annovera altre due elettriche oltre alla coppia basso-batteria.

Senza soluzione di continuità partono i versi enigmatici di “Zenith”, già opener spiazzante del disco, durante la quale Moltheni abbandona per un'unica volta la chitarra a favore di una piccola campana a percussione. Dopo l’intensa “Educazione all’inverso”, finalmente il nostro si rivolge direttamente al pubblico: “prima che finiate gli applausi, dedicatene uno a George Harrison…”. Penso per un attimo ad una estemporanea esecuzione di una cover fuori scaletta - uno di quegli eventi rari che rendono i concerti ancora più sentiti – ma sono le note di “Misma” a continuare le ostilità. Per inciso, quest’ultimo – insieme a “Zenith” ed “In me” – è uno dei pochi brani nuovi con un ritornello canonico e facilmente memorizzabile, ed infatti il pubblico non si fa pregare nel sovrapporsi cantando con decisione.

Si prosegue con “Qualsiasi Aprile” e dopo l’intermezzo strumentale di “Fiducia nel nulla migliore”, ecco il primo inedito della serata: “Buon Compleanno, Stefania” che nonostante la curiosità iniziale lascia abbastanza indifferenti gli astanti; sorte simile tocca anche al successivo “La condanna del tuo corpo”, penalizzato da un testo abbastanza improbabile (almeno ad un primo ascolto). Sembra un momento di stanca, ma il concerto riprende quota alla grande con una serie al corpo micidiale, capace di inanellare i brani più convincenti e personali del nuovo corso di Moltheni: dallo splendido singolo “Finta gioia” (con le immagini del videoclip proiettate al lato del palco) alla particolarissima “Zona monumentale”, passando attraverso “Il bowling o il sesso?” ed “In me”.

La band continua a pestare duro producendo un sound denso e pastoso, che comunque non toglie spazio alla voce del leader; il quale nel frattempo ha definitivamente preso possesso del palco, lasciandosi andare anche a qualche sorriso e a piccoli intermezzi tra un attacco e l’altro. Ci avviciniamo al momento dei bis, ma c’è ancora spazio per il primo ripescaggio da “Natura in replay”, “In centro all’orgoglio”, finito il quale partono dal palco gli usuali ringraziamenti.

L’attesa per il rientro dei musicisti è breve e ripagata con gli accordi acustici di “Il circuito affascinante”, cantata e ballata da un pubblico ancora attento e ricettivo nonostante siano quasi le due di notte! Gli ultimi fuochi proseguono con la dissacrante e macabra “Ridi Irene ridi” e si chiudono con lungo pezzo quasi interamente strumentale, una lunga cavalcata elettrica che sembra uscita dritta dritta da una delle Desert Sessions di casa Man’s Ruin.

Un’allucinazione in piena notte capace di avvolgere la sala con un suono tanto irruento quanto onirico ed evocativo: per un attimo il parco di Joshua Tree e i suoi spazi desertici non sono sembrati poi così distanti.

Gli applausi finali sono un giusto tributo per un ottimo live, da non mancare quando passerà dalle vostre parti.



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