I Liquami ti donano il furore

Siamo stati al live della super band emo composta tra gli altri da Jacopo Lietti dei Fine Before You Came, Generic Animal e Marco Giudici, per partecipare a una specie di serata in famiglia della scena alternativa milanese. E per goderci un gruppo che suona davvero solo per il piacere di farlo

Jacopo Lietti - foto sono di Andrea Vollaro
Jacopo Lietti - foto sono di Andrea Vollaro

Siamo immersi in una vasca di suoni marroni, e non riusciamo a districarci in alcun modo. L'Arci Bellezza di Milano è invaso dai Liquami, non si sa bene chi pulirà le pareti, ma il pubblico intorno a me è prigioniero di questo incastro, questo tappeto intarsiato da cinque tuttofare che un giorno hanno deciso di metter su una cosina piccola piccola, ma rumorosa assai. Che fosse infantile, o meglio bambinesca, che andasse nella direzione delle ninne nanne ma che grattasse i fondali di sporcizia di una città lurida come Milano. 

Quando i cinque amici Jacopo, Luca, Marco, Tommaso e Giacomo suonano avviene una sintesi atipica, che lascia visibili e grossolani i pezzettoni di quello che si è cercato di frullare. O forse alla base di Liquami non c'è la voglia di creare nulla, né un corpo nuovo né un corpo vecchio. C'è la voglia di far suonare insieme cinque battiti che in fin dei conti si assomigliano. Regolando i bpm, tenendo la giusta distanza dal microfono per evitare la saturazione del suono, ma credendo tantissimo in questo bambino buffo e zoppicante.

È una super band la loro, anche se probabilmente la definizione li farebbe sorridere: Jacopo Lietti è il cantante dei Fine Before You Came, Luca Galizia è meglio conosciuto come Generic Animal, Marco Giudici è un musicista e produttore molto apprezzato, Tommaso Renzini è il chitarrista dei Dummo mentre Giacomo Ferrari è il batterista degli Asino e suona con Generic Animal. Ciascuno di loro è nella musica da un pezzo, ha scritto un piccolo pezzo di storia della scena alternativa. 

Marco Giudici - Foto di Andrea Vollaro
Marco Giudici - Foto di Andrea Vollaro

Quando i cinque amici suonano si vede chiaramente lo spazio che si è ritagliato ognuno di loro. Jacopo laterale, che guarda il pubblico a 45 gradi, sgrana gli occhi e alterna le sue enunciazioni tenui alle grida, che durante il live replicano versi di dinosauro, oppure di gabbiano. I Liquami si trasformano in uno zoo itinerante ed estremamente poetico, da cui fuoriesce in modo notevole l'anima screamo di Marco Giudici, la vera bussola di tutto il gruppo, una voce che siamo abituati a sentire nella sua veste più dolce, e che irrompe sul palco, lontanissima dal microfono, quasi fuori scena, distante dai riflettori.

Generic Animal Liquami Edition - foto di Andrea Vollaro
Generic Animal Liquami Edition - foto di Andrea Vollaro

Durante l'esecuzione delle canzoni il furore è l'unica cosa che li invade, l'unica cosa che conta nel momento presente, ognuno con le sue smorfie e gli sguardi che si incrociano casualmente. Quando il pezzo è finito la tensione si scarica per ringraziare, gli occhi si rilassano insieme a tutti i muscoli. Vedere i Liquami dal vivo è come assistere a una pompa in azione che funziona alla perfezione, nel drenaggio di materiale organico più o meno odoroso, al ritmo lento dello slowcore.

Liquami - Foto di Andrea Vollaro
Liquami - Foto di Andrea Vollaro

I pezzi del loro disco omonimo d'esordio pendono chiaramente da una parte dei tre rispettivi autori della band, Jacopo, Luca e Marco. Non si è cercata la via della già citata sintesi omogenea, ma ognuno di loro tre sembra aver portato le sue migliori carte d'autore, e le abbia messe a disposizione dell'anima rumorosa e lattiginosa del gruppo. Si tratta semplicemente di donarsi, di certo agli altri, ma soprattutto alla musica stessa. Ogni membro dei Liquami lo ha sempre fatto, e continua ancora oggi a farlo, in modo naturalissimo, facendola sembrare una cosa da nulla. 

"Grazie per questo fantastico mercoledì sera", urla Jacopo verso la fine del set, facendo il verso a un noto frontman di una rockband italica.  A dir la verità di bello questo mercoledì non ha nulla, fatta eccezione per i tre quarti d'ora che i Liquami ci hanno regalato. Hanno gasato il pubblico della Palestra Visconti, lo hanno fatto il giusto, perché si stava comunque assistendo a una sorta di battesimo. C'è un ondeggiare misto a felicità, fatta eccezione per un ragazzo eccessivamente agitato, che cerca di cantare le sporche, sovrastando le tre voci che escono dal microfono nella tenerissima Le verdure fanno bene.

Tommaso Renzini - Foto di Andrea Vollaro
Tommaso Renzini - Foto di Andrea Vollaro

Al battesimo dei Liquami c'erano un sacco di volti noti. Arrivato a casa mi arriva un audio: "Figa ma c'era praticamente mezza scena al Bellezza stasera". E in effetti sembrava una serata in famiglia. C'era quello che aspira da tempo a Sanremo, membri sparsi di tre o quattro formazioni attive in città, gente della discografia. De Andrè avrebbe detto il ballo mascherato delle celebrità. Ma di maschere non ce n'erano, qualche cappotto carino, molti pigiami, tutto tranquillo.

E se anche ci fossero state le celebrità, avrebbero tenuto basso il profilo, per ascoltare un gruppo che non sappiamo quando – e quanto – continuerà a suonare insieme, ma che ha condensato in un piccolo spazio – un circolo, un cd, una fanzine – un concentrato di creatività genuina commovente. I Liquami fanno semplicemente grandi canzoni, canzoni dagli occhi grandi e dal cuore fragile. "La vita comincia dove comincia lo sguardo", o come direbbe un altro gruppo di una scena un po' più a sud di Milano: "Grida forte, resta scomodo".

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L'articolo I Liquami ti donano il furore di Gabriele Vollaro è apparso su Rockit.it il 2023-11-16 01:23:00

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