L'isola che c'e'... (ovvero: non solo Tazenda)

02/04/2002 di Luca 'Retra' Zoccheddu



E' difficilissimo fare uno spaccato reale della scena musicale in un territorio, si rischia di non riuscire a focalizzare bene quali siano le proposte più valide che meritano di essere citate e ci si perde magari nella descrizione di realtà che sono il frutto della tendenza del momento e, purtroppo (soprattutto per loro), sono destinati ad una veloce e prematura dissolvenza. Per quanto riguarda la Sardegna i propositi sono diversi, parlarne diventa quasi un atto dovuto nei riguardi di una terra che per ovvie motivazioni logistiche non rappresenta sicuramente un volano per la promozione e la crescita artistica dei gruppi.

I gruppi sardi che si conoscono a livello nazionale si possono sicuramente contare sulle dita di una mano: quanti possono dire di conoscere attualmente più di 5 gruppi sardi o ancora quanti conoscono un solo gruppo da poter citare?

In questo spaccato citerò dei gruppi, gli esclusi non lo saranno per demerito o per poca simpatia del sottoscritto nei loro confronti ma questo articolo deve rappresentare unicamente un viaggio nel faremusica in Sardegna che non obbligatoriamente deve lambire tutti i porti.....(il discorso vale anche per chi verrà citato-la citazione non equivale a livello qualitativo indiscutibile....almeno nei miei gusti)
Che il viaggio cominci.....

La prima tappa, sicuramente, spetta agli Antennah: il gruppo capitanato da Tullio Cipriano nel 1997 è arrivato anche ad una produzione firmata C.P.I.. Il_nostro_labile_equilibrio, questo il titolo dell'album, è sicuramente un ottimo album, una primascelta per il sottoscritto, la bellissima voce di Cipriano ci accompagna in una continua trance di chitarre essenziali con basso e batteria che scandiscono il tempo di testi mai banali. Peccato che la dipartita del compianto CPI abbia coinvolto anche molti dei gruppi che ne facevano parte. Gli Antennah sono tra questi ed il loro secondo album è stato messo da parte in attesa che qualche produttore si accorga finalmente, nuovamente, di loro, sperando che vicissitudini interne al gruppo dovute a questa lunga attesa non creino eccessivi mutamenti della formazione e del loro ottimo sound.

Altro gruppo, di cui si spera di poter sentire parlare in futuro in termini di produzione, in quanto meritano sicuramente grande attenzione, è quello degli Adaline. Il loro "particolare" accostamento di un impianto ritmico ruvido e chitarre sferzanti ad una voce eterea, melodica, e mai fuori posto ci porta all'ascolto di una forma-canzone mai scontata e aperta a continui cambi di ritmo e sonorità. Nel 2000 hanno autoprodotto un cd con cinque pezzi che potrebbe rappresentare un valido biglietto da visita per gli addetti ai lavori. Notevoli.

Il nostro viaggio raggiunge i Morphia band algherese dal background new-wave. Nel '99 è stato autoprodotto un cd dal titolo Stretti_fra_le_braccia che ha ottenuto buoni riscontri di critica e di partecipazione di pubblico nei live. Per quanto riguarda, appunto, le loro esibizioni il loro è un set in continua evoluzione.

Penso che i Kenze_Neke siano tra quei gruppi sardi che non meritino approfondite presentazioni. Puro combat-rock in lingua sarda, da anni calcano i palchi dell'isola con eccellente risposta di pubblico. Hanno esportato la loro musica anche fuori dall'isola rivolgendosi soprattutto al circuito dei centri sociali. Bravi, ma questo si sapeva; e bravi anche i loro "cugini" Askra che ricalcando le loro orme si stanno imponendo soprattutto nella scena isolana peccando forse un po' troppo di poca originalità.

Altro personaggio storico della scena rock sarda è Joe_Perrino. La sua "gola" ha fatto da accompagnamento a molte formazioni dalle alterne fortune. Una di queste è stata quella degli Elefante_Bianco con cui ha visto prodotti due album. Ora si sta dedicando alla carriera solista.

Per gli amanti della scena hip hop, il Made in Sardinia ci offre i Sa_Razza che hanno tanti estimatori anche fuori dall'isola (compresa la loro etichetta). In questo ambito sono tutt'altro che esperto e poi questo è Rockit...

Il gruppo sardo da esportazione per eccellenza è stato quello dei Dorian_Gray che sono arrivati ad esibirsi anche a Pechino........

Mama_Goose è un gruppo noise rock dalle sonorità intense, ruvide, echi musicali degli anni '70 si intrecciano agli ottimi testi di Stefano Sotgiu: da tenere sicuramente in considerazione.

I Duende sono i vincitori della selezione regionale 2001 di Arezzo Wave e suonano un pop rock chitarristico senza fronzoli con chiare influenze provenienti dagli storici anni '70. Hanno già avuto contatti con etichette della penisola: probabilmente sentiremo ancora parlare di loro. Anche i Pneumatica del leader storico Maurizio Rocca godono di estimatori anche fuori dall'isola e di uno d'eccezione: Francois Cambuzat.

.........il nostro viaggio si sposta verso nuovi e più piccoli approdi......

come quello dei Clench che ci presentano un sound di matrice crossover dall'impatto sonoro graditamente devastante: addirittura sono stati notati oltreoceano (ah, se i produttori italiani si guardassero intorno....questo è un discorso vecchio e palloso!, ma sempre attuale).

Quasi nella stessa direzione si muovono i Dyoniso anche se il suono noise la fa decisamente da padrone. Piacevoli.

I Melanie, ex Weakempire, hanno ascoltato sicuramente parecchio gli Afterhours in questi ultimi anni e tutte le band prodotte dal loro leader. Onesti anche se non originalissimi.

Anche i GGFuma non fanno della originalità una loro prerogativa, ma in tempi in cui si avanza a stereotipi tutto ciò rientra nella normalità. Suonano un punk leggerino alla Green Day. Se fossero nati negli States probabilmente venderebbero tantissimo ma sono nati nella provincia di Cagliari e si devono accontentare del (notevole) seguito che possiedono.

Gli Inkarakua sono l'unico gruppo sardo presente a Sonica 2001. Il loro è un crossover duro, senza compromessi, diretto: per gli amanti del genere.

Questo viaggio per adesso finisce qui. Mi rendo conto di aver dimenticato bands e autori importantissimi a cui non ho dedicato neanche una riga come Uninvited, TancaRuja e tantissimi_altri ma il panorama musicale sardo è "normalmente" talmente vasto che ci vorrebbero siti interi per parlarne. Non ho voluto parlare neanche di quelle realtà come Rollercoaster e Tanake che migrando verso la penisola son riusciti a ritagliarsi il proprio spazio (casuale che la loro sistemazione fuori dall'isola abbia coinciso con una buona affermazione artistica?)........ per fortuna ne sentiamo già parlare abbastanza....

Ovviamente mi son mantenuto il più neutrale possibile ed ho cercato di scollegare quanto possibile la sfera del mio cervello legata al gusto... (qualcuno non l'avrebbe passata liscia) ed ho cercato di scrivere un diario di bordo quanto più possibile legato al vero. Il fare musica in Sardegna è sicuramente più difficoltoso che nel resto d'Italia ma questa deve diventare unicamente una mezza scusa sia per i musicisti che per gli addetti ai lavori: la scena sarda esiste ed è una realtà viva, non si può continuare ad essere così miopi da non rendersene conto.



Luca Zoccheddu ci regala uno spaccato di una scena musicale che non tutti conoscono, quella della Sardegna...

...il presente articolo non vuole essere una raccolta enciclopedica, ma solo la fotografia di un ragazzo che la musica della sua regione cerca di viverla...

Commenti

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