Verdena - Live @ Barrumba - Torino Live report, 08/03/2000

06/04/2000 di Erik Gillo



I Verdena: ragazzini cresciuti con il poster di Kurt Cobain al posto del crocefisso o teste pensanti risucchiate nei vortici mediatici? L'ultimo prodotto di Mtv, "Sua Fatuità Mtv" come ama chiamarla lo stimato F.Guglielmi, oppure piacevole rivelazione della scorsa stagione? L'ennesimo gruppo effimero trainato da un azzeccato hit da mandare in heavy-rotation oppure una band dal roseo futuro? Questi sono alcuni dei quesiti che mi impediscono di gustarmi appieno la birra, dei quali cercherò delle risposte da lì a poco. Si avvicina l'ora prefissata e parimenti io mi approssimo al luogo delle sentenze. Il Barrumba è già stracolmo di adolescenti in trascendentale attesa dei propri idoli. "Cazzo! Ho sbagliato concerto! Me li perdo anche 'sta volta." e mi preparo ad assistere all'apparizione di Robbie Williams o di chissà qual altro fighetto sciupafemmine. Ma non è così. La mia presenza mi pare quantomai inopportuna, oltre a sentirmi improvvisamente vecchio. Cresce il mio senso di (a)normalità e si rafforzano i miei integralismi anti-convenzionali. Avete ragione, era un fatto ampiamente prevedibile, ma, chiedo scusa, non mi ero minimamente posto il problema.

Il sit-in si spezza sulle note di Subsonica, Red Hot Chili Peppers, Skunk Anansie, sistematicamente accolte dai lobomotizzati Mtv-children con boati di approvazione. Sono profondamente maldisposto: temo che non riuscirò a trattenermi a lungo nel gregge. Ed ecco che le luci si spengono e le tre ombre di Alberto, Roberta e Luca si materializzano sul palco. L'atmosfera si fa torrida. Ha inizio la beatificazione: il vostro cronista deve assistere a scene di isterismo di massa alle quali è tutt'altro che avvezzo. Il trio attacca con un intro srumentale ("Cretina", almeno credo) rimasto alquanto inosservato ai più, decisamente in linea con i nuovi proponimenti (filo)mogwayiani, a più riprese ribaditi dal gruppo: dinamiche tanto intense che prospettano un avvenire quantomeno degno di attenzione. Ok, mi convincono a rimanere. Dipoi il concerto prosegue (inizia, si direbbe altrove) con l'apripista "Ovunque", che scaturisce il pogo generalizzato dei kids sottopalco che si autoalimenta perpetuandosi per tutta la durata del concerto senza concedersi soste. Ed è un delirio di anime aggrovigliate da far impallidire il buon Dante. Poco più indietro la gente storce il naso, in attesa del brano che li ha portati qui, verosimilmente l'unico che conoscono. E sono presto accontentati: quarto pezzo in scaletta è proprio quella "Valvonauta" cantata, più o meno, all'unisono dai convenuti. E in poco più di quattro minuti, per qualcuno, si consuma l'ebbrezza di una serata "alternativa", il fascino di un trasgressivo concerto di sporco rock. E difatti si annovera una pur timida coda verso l'uscita. Ma non certo per demerito dei Verdena: anzi, il concerto prosegue, scorrendo tutto l'esiguo repertorio, in primis i richiestissimi "Pixel" e "Viba", corroborando il set con assoli di batteria e divagazioni soniche al limite del cazzeggio. Ma lungi dall'essere un difetto. Tant'è che, almeno per il sottoscritto, l'apice dello show si è sfiorato in occasione dei 20 min. di improvvisazioni(?) che sfigurano "Caramelpop" (ma la memoria può tradirmi) quasi perfetta nella sua estrema dilatazione ma parsa forse un po' prolissa. In ogni caso i Verdena, a dispetto dell'egida Mtv, che li accompagna e sovrasta, e relativi preconcetti che come degli anticorpi ci sorgono meccanicamente al sol pensiero, dimostrano di essere un gruppo vero e meritevole di platee più attente. Stesso discorso valga per i condomini Scisma. Ma se mi immagino i Verdena posizionati su un ipotetico continuum che ha come estremi ideali i Smashing Pumpkins periodo "Siamese dream" e i già citati Mogway, mi immagino anche un futuro più proiettato verso quest'ultimi, tanto per sconvolgere ed inorridire gli inebetiti teledipendenti. Sarebbe divertente...

Nel frattempo il concerto finisce... Mano al telefonino fiammeggiante e -Pronto! Papà?.. sì, vienici a prendere!-. Per i più grandicelli(?!) si scatena la vana caccia all'autografo, mentre altri preferiscono dedicarsi, con risultati forse poco differenti, alla frenetica caccia alla donna armati di mimosa, gel & sorriso. In meno di due ore ho dunque raccolto abbondanti indizi per decretare la sentenza definitiva: i Verdena sono assolti poiché il fatto non sussiste. Gioia & Gaudio. Abbandono questo mondo plastico pensando allo strapotere di mtv, alla sua spaventosa capacità non solo di condizionare i gusti ma di plasmare ed inibire le coscienze: mi chiedo se riuscirebbero mai a massificare gente tipo, chessò, Godspeed you black emperor!. Forse.



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