Live @ Beat - Cosenza Live report, 12/12/2001

16/12/2001 di Eliseno Sposato



Una vera e propria festa organizzata e ben riuscita, per la presentazione del cd d’esordio dei Konsentia. Il Beat di Piazza Duomo, piccola isola per la musica dal vivo a Cosenza, si è riempito all’inverosimile per questo happening guidato dal ritmo dei suoni futuristi della band cosentina. La festa, preparata con cura, è stata avviata da dj e mc sui ritmi dell’hip hop che hanno saputo scaldare l’ambiente. Una folla di amici e colleghi si accalca ben presto sotto il palco non appena partono le prime note dei brani di “Sottovoce” cd fresco di stampa, pubblicato dalla CNI. Si parte a rotta di collo techno e drum’n’bass a dettare i ritmi, i brani alternano una formula che lega suoni sintetici e melodie popolari, un basso caldo a dettare il groove, ed una chitarra ben affilata a ricordarci che il rock suona anche in questa maniera. Quale maniera? Quella conosciuta da tempo e portata al successo da gruppi come Almamegretta, ma il termine di paragone serve solo per inquadrare il genere, perché le differenze ci sono e, giustamente, si sentono. Mentre la proposta del gruppo napoletano, forte di una lunga esperienza maturata, guarda più ai club londinesi, quella dei Konsentia mantiene ancora un forte radicamento alla cosentinità, e brani come “Genti cum’attia” ne sono la riprova. Il concerto decolla da subito e tocca l’apice quando i ritmi si allentano, con una fascinosa versione del tradizionale “Riturnella” riletto in chiave dub, al quale viene accodato “Suoni e Rumori” brano fra i più convincenti fra quelli pubblicati nel cd. Qui il confine tra trip hop e downbeat è sottilissimo, le lingue (italiano, inglese e dialetto) interagiscono fino a fondersi e quando il brano termina, si riparte a velocità sostenuta con la versione due del brano, pompata sui ritmi techno-jungle. L’accelerazione finale si compie con “sottovoce”, brano che dà il titolo all’album e riassume le anime musicali presenti nel gruppo cosentino. Alla prova live, il disco si mostra ancor di più convincente, perfetto esempio del fuoco che cova sotto la cenere di una scena musicale, quella cosentina, adagiata su se stessa in un asfittico e comatoso stato di quiete, per quello che riguarda il rock, inteso in senso classico, ma vitalissimo ove si contamina con campionatori e suoni sintetici. Alla fine brindisi finale al quale ci associamo volentieri, augurando le migliori fortune ad un gruppo come i Konsentia, che ha molte cose da dire.



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