Delta V - Live @ Binario Zero - Milano Live report, 27/05/1998

27/05/1998



Si è rivelata ottima la scelta del locale per un concerto come quello che venerdì 27 maggio hanno offerto i Delta V. Le dimensioni del Binario Zero e la sua struttura ha contribuito a rendere più raccolto un evento in cui il contatto con la band è stato veramente reale e tangibile.

Sono andato a vedere i Delta V affascinato dall'ascolto del loro album 'Spazio' e del loro bellissimo singolo 'Il mondo visto dallo spazio' e devo dire che se il disco è in grado di suscitare certe emozioni, come spesso accade, è nella dimensione live che si apprezza maggiormente il fascino del gruppo. E la gente lo sa, a giudicare dal numero di persone intervenute. A causa di una conferenza stampa si è formata all'esterno del locale una lunga fila che si è smaltita in una buona mezz'oretta tra la gente che entrava e chi si faceva un'altra coda per tesserarsi.

Il gruppo entra in scena verso mezzanotte in una atmosfera resa elettrica dalla lunga attesa. L'ingresso è folgorante: Francesca Tourè si presenta al pubblico in tutto il suo fascino e il suo fisico statuario è messo in risalto da un lungo abito bianco molto sensuale. Tutta l'attenzione è rivolta verso la carismatica cantante accompagnata dai restanti membri della band il cui ruolo di presunti comprimari svanisce non appena inizia la musica. Attaccano con 'Cento parole' e i suoni elettronici ed effettati che gli strumenti infondono nell'aria del locale immergono il pubblico già nel cuore del concerto. Proseguono tra ritmi ora lenti e cadenzati ora accelerati secondo il trend dell' ultima musica elettronica e drum and bass. I brani scivolano via benissimo da 'AL.C' a 'Palmer Eldritch' fino al loro pezzo di maggior successo 'Il mondo visto dallo spazio' che dal vivo è semplicemente spettacolare. Ogni brano che eseguono mette sempre più in risalto le capacità vocali della Tourè e crea un atmosfera da brivido alla quale è piacevole lasciarsi andare. Personalmente ho rivissuto le stesse emozioni provate con gruppi come i Cocteau Twins o in alcuni brani di Carmen Consoli ma credo che ognuno abbia potuto accostare alla musica dei Delta V momenti magici di esperienze precedenti.

Sono timidi e parlano poco col pubblico questi Delta V che affidano la loro capacità comunicativa alla loro musica. E così presentano 'Senza gravità', una versione molto veloce di 'Tu mi vuoi', 'Facile' e il loro prossimo singolo 'Se telefonando' che fu dell'immortale Mina . Si scusano pure per non avere tanti brani da presentare e allora attaccano con le immancabili cover, e qui mi pare un sogno quando suonano quattro gemme: 'I miss you' di Bjork, 'Are friends electric?' di Gary Numan, un pezzo molto famoso negli anni 80 di cui ora però non ricordo il titolo e 'Lullaby' dei Cure, brani che lasciano trasparire un gusto musicale molto impostato alla new wave anni 80 seppur contaminato da soluzioni più moderne che si possono trovare in gruppi come Portishead o cantanti come l'ultima Bjork. Ma i momenti migliori si vivono quando eseguono due brani come 'Distante' finito in trionfo per Francesca Tourè e la conclusiva struggente 'Sei tu'. Poi devono rientrare per qualche bis chiamati a gran voce dal pubblico che durante il concerto non ha mai smesso di applaudire, incoraggiare e scherzare con la band che si è pure rivelata molto simpatica nello scambio di battute col pubblico. Ripetono 'AL.C' dedicata all'"amore libero e cuore" e una splendida versione un po' più elettrica (mi è sembrato) di 'Il mondo visto dallo spazio'. Ringraziano il pubblico e se ne escono dalla scena lasciandomi con una sensazione di malinconia per il brusco risveglio da un bel sogno che ti fa ritrovare nella solita frenetica (ma comunque splendida) Milano.

Un ora e poco più di concerto (ma tutti avremmo voluto che durasse di più) in cui sono state respirate sensazioni atipiche per la musica italiana 'sotterranea' (ma esiste ancora un confine?) in questo periodo orientata di più verso il rock, anche se ci sono belle realtà come Subsonica e Bluvertigo che propongono contaminazioni e arrangiamenti orientati verso l'uso di campionatori e strumenti più elettronici. E proprio l'elettronica raffinata ed arrangiata, le atmosfere di un certo gusto nord europeo unite ad una melodia tipica della musica nostrana sono la ricetta (vincente) di questa grande band.

Meritano di essere citati anche i restanti quattro membri del gruppo che hanno saputo fondere la loro musica con la voce della loro cantante: Roberto ... al basso, Flavio...alle chitarre, Daniele Marsano alle tastiere e campionatore e Barbara che con la batteria ha accompagnato la presenza della batteria elettronica in un connubio che è sempre meno raro trovare.

 Dedicato all' 'Amore libero e cuore'
Mackie Messer
macheath@comm2000.it



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