Pitch - Live - Bologna Live report, 10/12/1997

10/12/1997 di



Avevo sentito parlare e letto molto bene di questo gruppo romagnolo capitanato dalla bassista e cantante Alessandra Gismondi, una delle donne che sembrava potesse contare nel panorama rock italiano, soprattutto dopo la collaborazione con Manuel Agnelli, che prima ha prodotto il disco della band, e poi si è valso della sue qualità compositive in "Lasciami leccare l'adrenalina". Tutti questi indizi mi davano speranze per confermare la mia ipotesi, e invece l'esibizione dal vivo, all'interno del locale più "alternativo all'alternativo" della cultura bolognese, si è rivelata una delusione notevole.

Sono tanti i fattori che mi portano a questa conclusione, e molti di questi rivelano le incapacità a livello organizzativo da parte di un circolo culturale, il Link appunto, che promuove sicuramente una serie di iniziative valide, ma d'altra parte dovrebbe impegnarsi a cercare anche la qualità, pur avendo pochi mezzi a disposizione. Così, anche dal punto di vista strettamente musicale, la situazione non poteva essere ben diversa: la cosiddetta sala "sub Link" ospitava la band di cui sopra, e non appena le casse hanno diffuso i primi suoni, si capiva che del mixer se ne sarebbe potuto tranquillamente fare a meno!

L'esibizione è durata poco più di mezz'ora, ma anche con 1/3 della prova si sarebbero capite molte cose: la batteria svolge il solito ruolo di rullo compressore, non fosse altro che il basso suona sempre gli stessi giri, giusto per sostenere una chitarra che, pur con tutta la buona volontà che ci si possa mettere, non fa altro che 'rumore'. Qui sorgerebbero anche tutta una serie di domande, del tipo "se ancora il classico trio 'a là Nirvana' funziona ancora" (e soprattutto in Italia), oppure "se la concezione del lo-fi è questa" (...e allora qui siamo proprio caduti in basso!).

Tuttavia a volte non dispiacciono le sonorità pop/post-punk/noise di "Dammi un sogno breve", "Saliva", e "Freak pitch", ma, ripeto, è stato impossibile da una parte cogliere appieno la proposta del gruppo, e dall'altra riuscire a valutare in effetti le potenzialità dei Pitch, troppo 'lo-fi' per uno spettacolo live.

Aspettiamo fiduciosi un'altra occasione, ma in fin dei conti viene da pensare se di gruppi in stile Prozac se ne possono fare a meno, considerando quanto costano i dischi oggi.



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