Casino Royale - Live Club - Trezzo sull'Adda Live report, 30/03/2007

18/05/2007 di

(I Casino Royale prima di salire sul palco del Live - Foto di Lorenzo Barassi)

Averli visti 10 anni fa e vederli adesso, l'emozione non si governa facilmente. I Casino salgono sul palco come pugili pronti all'incontro, il pubblico - non di giovanissimi - non può far altro che incassare, ricordo dopo ricordo. Sale il panico dell'insetto e le gambe tremano. E a chi dice che questi sono pezzi "vecchi" si risponde che la buona musica ha poco a che fare con le scadenze. I Casino Royale al Live Club di Trezzo sull'Adda, Mario Panzieri racconta.



Mentre mi pettino mi sale un po' di emozione, l'ultima volta che li ho visti era in piazza a Modena, capodanno 1997. Arrivo presto al Live temendo una lunga coda, mi guardo intorno, età media alta, diciamo sui 30 anni. Il dj che scalda l'audience mette sul piatto Dj Shadow, la memoria sta per ricominciare il suo viaggio. Buio, si parte. Alioscia introduce i pezzi, dice che era il 1992, che era il 1995... Tanto la vita non si ferma: Life is now, il sorriso si allarga, il pubblico annuisce gridandosi i ricordi nelle orecchie. Non c'è il tutto esaurito fisso delle serate di Giuliano ma la concentrazione mentale in sala è ai massimi: Alioscia è un pugile, mena cazzotti fintando a ritmo di funk, la gente incassa stordita. Il sangue adesso è caldo, lenti ondeggiamenti, un flusso continuo di immagini che il cervello proietta nella testa. Che va su e giù seguendo quei rintocchi di piano, la mia generazione non sa cosa fare: e adesso? We're all lost in the supermarket, l'arrangiamento di "Sempre più vicino" lo senti vibrare forte da dentro, le parole un macigno dopo l'altro. Liberi di andare e venire, un medley con "The Guns Of Brixton" perchè da sempre i binari son questi, su cui passa prima dei bis un treno come "Milano Double Standar" e se non balli vuol dire che sei ancora in coma.

Qualche incertezza, qualche errore ma va bene anzi meglio così: una battuta, si ride e si ritorna a(l) tempo: tic tac, lo sai, non vorresti fermarti a pensare ma non puoi farne a meno. "In My Soul Kingdom" oppure "Protect Me" suonano ancora, calde e luminose come non mai e io a chiedermi perchè non conosco le parole. Siamo quasi alla fine, il panico dell'insetto mi assale quando le gambe tremano e chiedono un pò di tregua nelle retrovie: sono due ore che non lasciano rimorsi, come quelle foto di innamoramenti giovanili che riguardi col sorriso. Direi che i Casino Royale sono ancora un gruppo necessario e capirlo ora è meglio tardi che mai: qualcuno mugugna già che "hanno fatto troppi pezzi vecchi" ma le date di scadenza poco centrano con la buona musica (a maggior ragione in un momento storico in cui la nostra amata è ormai ridotta a effimero intervallo di attesa per il prossimo pezzo).



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