Afterhours - Live @ Covo - Bologna Live report, 31/01/1998

22/10/1998 di



Nel giorno in cui il settimanale "Cioè" decide di eleggere a propri beniamini anche gli Afterhours (!), il pubblico rock può tranquillamente celebrare la definitiva affermazione di Manuel Agnelli & co. come il gruppo capofila della cosiddetta scena 'underground', ormai sempre più in emersione per la sua indiscutibile validità. E il concerto di Bologna dimostra che il gruppo ha tutte le carte in regola sia per aspirare a platee più numerose, sia per provare la carta delle tournée estere ; suppongo infatti che dopo averli gustati in un locale assolutamente adatto al loro show, non si può non rimanere esterrefatti dalla capacità sonora del quintetto, sempre più unito e sempre più in grado di proporre un suono compatto che rispecchia solo ed unicamente il loro stile. Le esibizioni dal vivo sono poi la testimonianza ufficiale che "Hai paura del buio ?" ha avuto un validissimo predecessore che si intitolava "Germi", e dal quale la band recupera più di un terzo delle canzoni : dalla title-track, passando per la rumorosa-melodiosa "Posso avere il tuo deserto ?", fino alle splendide "Pop" e "Ossigeno", inserite entrambi nei bis. Ma l'inizio dello show è riservato a "Terrorswing", dove gli Afterhours si mascherano da Pluto, per poi buttar giù la maschera quando attaccano con "Germi", generando un vortice sonico che si calmerà solo alla finer del concerto ; infatti, da questo momento in poi il pubblico bolognese asseconderà M. Agnelli in ogni suo passo. Così la disturbata "Male di miele", la ruvida "Elymania", la stralunata "Questo pazzo pazzo mondo di tasse", assieme a canzoni d'amore come "Dea" e "Lasciami leccare l'adrenalina", sono solo alcuni pezzi di un puzzle completato con "Dentro Marilyn", "1.9.9.6." e la cover di "State trooper", ora proposta senza la compagnia della brava Cristina Donà. Ci sarebbe ancora da dire molto su un'ora e mezzo di musica suonata veramente come Dio comanda, ma il fatto è che questi Afterhours bisogna andarli a vedere di persona per potersi rendere conto del loro effettivo spessore. Arrivato a questo punto non vorrei esagerare, ma che K. Cobain (assieme ai suoi Nirvana) riposi pure in pace, visto che qui nello Stivale abbiamo trovato chi possa ricoprire il suo ruolo facendolo entrare da 'titolare' anziché da 'riserva'.



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