Subsonica - Live @ Covo - Bologna Live report, 28/02/1998

28/02/1998 di



Dico la verità : sul gruppo di Max Casacci ero un po' scettico, siccome preferisco il rock 'n' roll a tutto ciò che si suona con il supporto dei campionatori; se poi aggiungete che intorno a questi gruppi emergenti la critica sta facendo un gran parlare (molti ritengono siano solo 'aria fritta' !), avete capito con che spirito andavo al concerto. Eppure con gli anni e gli ascolti ho imparato che a nulla c'è un limite, e lo spettacolo dei Subsonica è stata l'ennesima dimostrazione.

La band 'born in Murazzi' ha invaso il locale con le sue 'onde quadro' per quasi un'ora e mezza, dando veramente il massimo, soprattutto se considerate i gradi atmosferici che c'erano nel locale bolognese. Questi cinque ragazzi hanno saputo trascinare e far ballare la gente sotto il palco creando una bella atmosfera, che di canzone in canzone si riscaldava in proporzione all'intensità della carica che mettevano. L'esecuzione di "Cose che non ho", "Come se", "Radioestensioni" (dedicata, naturalmente, a tutte le radio libere) e "Istantanee", ha testato il livello di preparazione del pubblico, tutt'altro che impreparato e pronto ad assecondare Samuel, un frontman di buona caratura, che ha impressionato molto il sottoscritto quando ha interpretato l'ultimo bis (ne hanno fatti 4, pur con quella temperatura incandescente!), "Nicotina groove", una canzone che ha veramente un gran bel tiro, molto psichedelica e allucinogena per il tipo di arrangiamento scelto. Se aggiungete poi la cover di "Daitan 3" (alcuni dei componenti erano ne "Gli amici di Roland"), versioni tutt'altro che canoniche di "Tu menti" dei CCCP e di un pezzo di Bob Marley, potete provare ad immaginare quanto i Subsonica siano riusciti a trascinare coloro che partecipavano alla serata. Servono altri tasselli? Subito: l'esecuzione del valido inedito "Ringhiando forte", e la rilettura, d'obbligo, di "Per un'ora d'amore", edita sull'ultimo album di Antonella Ruggiero, impegnata quella sera sul palco dell'Ariston e che nessuno sembra abbia rimpianto.

Insomma, i Subsonica meritano un bravo: che si tratti di jungle, dub o drum 'n' bass sanno comunque coinvolgere perché riescono ad equilibrare i suoni e i rumori più disparati senza venire per forza da Londra.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Perché "Brunori a teatro" non è solo un altro concerto di Brunori Sas