Perturbazione - Live @ CSA Gabrio - Torino Live report, 03/04/1999

03/04/1999 di Alessandro Besselva



I perturbatori salgono sul palco poco dopo la mezzanotte, e basta la cover di un brano dei Secret Stars per sole chitarra, violoncello e voce, a rendere l'idea dello spettacolo a cui assistono i circa 300 spettatori: l'esibizione, concedetemelo, di uno dei migliori gruppi italiani del momento. Il fatto che oltre ai soliti aficionados e frequentatori di centri sociali latitassero i curiosi, categoria sempre più sparuta, non può che confermare i tristi tempi che viviamo in ambito musicale, d'altra parte i presenti si rendono conto di partecipare ad un rito benefico, speranzosi e sicuri che presto arriveranno nuovi adepti. Il repertorio della band comprende i brani dell'esordio "Waiting to Happen" ed il recente mini "36", oltre ad una serie di cover di grande efficacia. Dal primo svetta la scoppiettante malinconia di "Cuki", "See the Sky Above", con piano in bella evidenza, la coinvolgente "I am F", "Happy New Age", divertissement rivestito per l'occasione di glam rock, ancora più trascinante della versione originale. Dal secondo, "Lontano da qui", "Domenica interno notte", che vola alta grazie alla voce di Tommaso, la grandiosa "Fake B-movie star", da accapponare la pelle, una versione parlata di "Ti voglio laureato..." poco conciliante con il filoamericanismo guerrafondaio. Il sestetto rende possibile la trasformazione di un banalissimo hit degli '80, "Wonderful life" di Black, in una perfetta canzone pop (quello con la P maiuscola) dai colori pastello, il brano è presente su una compilation curata da White 'n black e purtroppo bloccata da problemi di diritti, ci regala un Billy Bragg d'annata in versione acustica e un brano dei disciolti Bribe, gruppo di provenienza dell'ultimo arrivato Cristiano. E poi, siccome chi ha talento non si riposa, ecco un brano fresco fresco, chiamato "The lateness of my biological clock", che ti si stampa nel cervello, il ritornello incastonato tra stacchi di violoncello e una vena melodica che gareggia con le disarmanti creazioni firmate XTC. L' uso dell'inglese, dopo la parentesi italiana di "36", dimostra che i Perturbazione, rispetto all' eterna e spesso oziosa diatriba italiano/ inglese, ostentano una olimpica e salutare indifferenza. Difficile aggiungere altro, se non che il gruppo è sempre più affiatato e determinato e che in questo periodo è in giro per la penisola. Al pubblico, potenziale o effettivo, diciamo: andate e moltiplicatevi.



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