Verdena - Live @ Effervescenze - Castrovillari (CS) Live report, 17/09/2001

23/09/2001 di Eliseno Sposato



La serata finale di Effervescenze ha coinciso con il primo concerto calabrese dei Verdena. Il trio bergamasco, arricchito dal batterista degli Hogwash impegnato nel ruolo di tastierista, ha mostrato in poco più di un’ora, tutte le qualità che ne hanno sancito il successo, in poco più di due anni di carriera. Pur essendo alle prime tappe del tour di presentazione del nuovo album, “Solo Un Grande Sasso” edito da qualche giorno, le canzoni del secondo album mostrano il nuovo territorio nel quale Alberto, Roberta e Luca hanno deciso di muoversi. Il loro modo di fare rock in Italia si è evoluto in una direzione più complessa e meno immediata, dove sono gli arrangiamenti a farla da padrone, spingendo il suono del trio verso i lidi di una psichedelia hard che può richiamare in apparenza i migliori Motorpsycho. Le strutture dilatate in chiave progressiva, sono il segno evidente di una crescita esponenziale al successo ottenuto con brani “facili” come “Valvonauta”. L’arrangiamento leggermente più scarno del live rispetto a quello presente sul nuovo disco, non ha minimamente svilito lo sviluppo di un set che è sembrato perfettamente rodato, con la sua alternanza di nuovi e vecchi pezzi. Dopo l’apertura di “Centrifuga”, quasi un manifesto d’intenti del nuovo corso, arriva “Dentro Sharon” accolta dall’ovazione del pubblico, pronto a liberarsi nel pogo. Il richiamo alla realtà arriva con la dedica alle vittime dell’attentato di New York su “Nova”, uno dei brani più convincenti del nuovo repertorio. Poi un break dedicato al vecchio repertorio, nel quale è apparso appropriato l’innesto della nuova “cara Prudenza”, prima di quello che è parso il fulcro intorno al quale cercare e trovare i nuovi Verdena. Il trittico “Starless” – “Reverberation” – “Valvonauta” rende giustizia sia alla perizia tecnica che alla elevata struttura compositiva che si riscontra piacevolmente nella musica del gruppo bergamasco: La cover dei 13th Floor Elevator si inserisce alla perfezione fra il vecchio ed il nuovo hit, mostrando come l’intelligenza di una scelta possa essere capace di esprimere al meglio la propria personalità. Dopo “1000 anni con Elide” arriva il rito dei bis con “Spaceman” e “Viba” che chiudono al meglio un concerto, riuscito sotto ogni punto di vista, che consacra i Verdena come una delle migliori realtà del rock fatto in Italia.



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