Here - Live @ Estragon - Bologna Live report, 01/12/1998

10/12/1998 di



Dopo l'esordio su disco intitolato "Brooklyn bank", il progetto di Mauro Teho Teardo e Jim Filer Coleman gioca le carte dell'avventura live. Già quest'estate avevamo avuto un'anticipazione di ciò che la band propone, ma i ripetuti ascolti del 'primogenito' discografico hanno permesso di apprezzare al meglio la proposta degli Here, sicuramente di non facile presa.

Eppure, nella dimensione forzatamente lo-fi relativa agli spettacoli dal vivo, i cinque componenti della band dimostrano di sapersi destreggiare anche lontani da uno studio. Oltre alle due tastiere manovrate dai Teho e Jim, c'è la parte ritmica affidata al basso 'non convenzionale' di Stefano Muzzin e il drumming preciso di Matt.

Il concerto si apre con "Pain", un pezzo rilassato per iniziare a scaldare gli animi; di seguito "Cello", "Over", "Hacke" e "No truck", tutti brani che vedono alternarsi alla voce non solo i due protagonisti del progetto, ma anche Carolyn Honeychild Coleman, la vocalist che li accompagna in tournée. Quando arriva il momento di "Apart" il (ristretto) pubblico comincia a muoversi, coinvolto dal beat electronico della band che dà vita ad una particolarissima atmosfera. Tra accelerazioni sul filo della dance ("A bit of red") e richiami alla new-wave ("Turco"), la serata si concludeva con una cover di "Rocket U.S.A.", storico pezzo dei Suicide, reso qui in una versione 'epilettica' che fa venire a galla lo spirito punk di quegli anni.

Dopo un bis completamente strumentale in cui la band dava vita ad una jam-session dal canovaccio completamente inesistente, finiva la musica e si cominciava a pensare che certi 'ibridi sonori' rappresentano al meglio lo spirito della ricerca nel campo del rock 'n' roll, al pari di progetti che prendono, ad esempio, il nome di Unkle.



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