Cristina Donà - Live - Forlì Live report, 16/04/1999

16/04/1999 di Marta Ileana Tomasicchio



Lei, la cantatesse, e' assorta nell'ipnotizzare i fortunati testimoni presenti nel Naima. Una band al limite con il jazz, frequenti intarsi di sonorita' elettroniche, una musica sofisticatamente atroce per i frammenti di vita rappresentata nei testi e dalla figura snella e nervosa di lei. Una grande artista.

Per quello che e' noto dalle notizie ufficiali, Cristina ha un inizio musicale rappresentato da cover internazionali, per poi cimentarsi in espressioni della sua intima creativita'.

La voce, quella voce confidenziale e arrabbiata da chissa' quale percorsi emotivi, si eleva dal palco, dubbioso e' il ruolo di utilita' del microfono.

La luce disturba Cristina, invocando spesso e rocamente di abbassare alcuni fari puntati sul palco.

Esegue una scaletta con sottili passaggi tra brani del suo album di debutto, Tregua (Labirinto, Stelle Buone, Raso e chiome bionde, Ho sempre me, Senza Disturbare, ) e tracce coraggiose di quello in uscita (pare a Settembre) di cui e' protagonista "Sole" riproposto anche nella parte dell'acclamato Bis, nulla togliendo ai nuovi Mangia l'Uomo, Nido e Goccia.

Protagonista in "Maryan" con Ginevra Di Marco nell'album "The Different You" tributo a Robert Wyatt, e di cui a Faenza si svolgeva qualche ora prima una serata in merito, con la stessa Ginevra e Francesco Magnelli dei CSI, BandaBardo', Estasia ed altri artisti, per questo venerdi' sera Cristina risulta essere assente all'happening in quanto impegnata per il suo concerto al Naima. Il destino pero' ha voluto a Faenza, tra quegli altri artisti, anche Manuel Agnelli degli Afterhours.

E cosi' il destino ha reso certa l'andata di Manuel da Faenza a Forli', in quel locale.

Durante il concerto Cristina scruta tra i tavolini: " Vedo anche volti familiari, qui, tra cui Manuel Agnelli, che invito a salire per un pezzo da eseguire insieme, magari più di uno". Duettano in Meeting across the river.

Ma la parentesi vibrante di attesa, sotto l'insegna di uno special su Bruce Springsteen, e' ancora viva.

In coda al bis, un pianoforte e una chitarra protagonisti di una improvvisazione astratta che lascia il segno per quella corrispondenza tra i due sviscerata nei tempi e negli interventi vocali: State trooper, New York City serenade.

Il pubblico percepisce la complicita' tutta personale tra Manuel e Cristina nel cantare insieme, spettacolare nell'esecuzione per essere genuinamente perfetta.

A chiusura concerto, applausi per Cristina, cantatesse geniale, e applausi per Cristina e Manuel con ricordo speciale e unico di quella parentesi vibrante adempiuta con soddisfazione.



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