Il Parto delle Nuvole Pesanti - Live - Longobucco (CS) Live report, 10/08/2001

27/08/2001 di Eliseno Sposato



Assistere ad un concerto del Parto delle Nuvole Pesanti in Calabria rappresenta la condizione ideale per calarsi in pieno nella proposta del gruppo calabro-bolognese. La tradizionale tournée estiva che segna il ritorno a casa, quest’anno serve come verifica della tenuta live delle canzoni nuove canzoni contenute nell’album “Sulle Ali della Mosca” rimaste fuori dai concerti dello scorso anno. Le sorprese di questa prima tappa sono state più d’una, a partire dal ritorno di una presenza femminile nel gruppo, la bella e brava Margherita Scherpiani impegnata a sostituire con la sua tromba, il sax di Edoardo Marraffa, per finire all’ospite speciale Totonno Chiappetta, noto attore-poeta calabrese. Insieme hanno annunciato questa collaborazione che verrà presentata in anteprima il prossimo 18 agosto a Carolei, che vedrà la poesia di Chiappetta (c’è un testo che rappresenta l’ideale manifesto per tutta la musica di Rockit) messa al servizio della musica del Parto e viceversa. In mezzo tanta musica sciorinata con un vigore punk come non s’era mai sentito, per i giovani e gli anziani di Longobucco, ma anche di tanti altri luoghi calabresi, giunti sin li per l’occasione, non c’è stato un attimo di respiro. Versioni adrenaliche ed incalzanti di “gelato al limone”, “prendo il vento”, “Riturnella” e “Sule” hanno subito scatenato il clima di festa, mostrando un gruppo sempre più affiatato, che si regge sulla potenza di Mimmo Mellace che detta i tempi, il nuovo bassista Cristian Lisi non fa rimpiangere Mimmo Crudo, mentre come sempre Amerigo Sirianni, con il suo mandolino, fa da collante tra la tradizione calabrese e gli ardori rock. Salvatore De Siena e Peppe Voltarelli, sono come sempre in trincea ad aizzare il pubblico, incitarlo, coinvolgerlo a cantare ed invadere il palco in alcuni momenti. Come sempre non si fa distinzione fra chi sta sopra e sotto il palco, e si resta indecisi su quale parte della piazza focalizzare lo sguardo per trarne il maggiore divertimento. Un boato accoglie vecchi e nuovi successi, con la classica pantomima della corrida in “Raggia” e la danza collettiva su “Ciani”, diventato oramai un manifesto programmatico di tutta l’esperienza PNP. Al termine del concerto il consueto rito della firma degli autografi, stanca forse più del concerto, e quando a notte fonde ci incamminiamo verso casa non si può che notare la bella gioventù di Longobucco fare comunella con gli anziani nei locali pubblici, a condividere un bicchiere di vino e scambiarsi opinioni su questo nuovo modo di fare musica in Calabria, un genere quasi indefinibile dove il “rock jonico” è stato sostituito con un più ironico ed efficace “genere alimentare”, ripensando a quanto sia basilare l’incontro a tavola nella nostra regione.



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