Estra - Live @ New Age - Roncade (TV) Live report, 21/05/1999

25/05/1999 di



Raccontare di un concerto degli Estra non è compito facile, soprattutto dopo aver assistito al live-show in questione: più di 90 minuti che sintetizzano nel migliore dei modi lo stato di grazia di questa band capitanata da un Giulio Casale che non teme rivali quando si parla di 'animali da palcoscenico'. Così, se dovessi trovare un aggettivo per la formazione veneta, non mi sbilancerei se scrivessi che sono 'immensi'.

E lo spettacolo del New Age conferma le impressioni relative al quartetto: dalla partenza di Piombo e carbonio la band comincia a macinare rock 'n' roll come se fosse una pratica consolidata da decenni. È ancor più sorprendente la presenza scenica del leader Estremo, personaggio carismatico che lascia a bocca aperta per la sua capacità di catalizzare l'attenzione di ogni singolo spettatore: le sue movenze, le sue (poche, pochissime) parole, le sue espressioni, sono momenti di assoluta magia, quasi che il contatto tra la sua mente e il pubblico fosse fin dall'inizio un processo simbiotico. Tutti gli episodi relativi all'ultimo album, da Signor Jones a Vorrei vedere voi, passando per Broken down, Soffochi?, Che vi piaccia o no e la splendida ballad Vieni, rendono moltissimo nella dimensione live, a conferma della caratura artistica di una band fondamentale per la scena rock italiana. Anche le canzoni dei due precedenti lavori funzionano a meraviglia: Miele, Risveglio, In faccia al niente, Passami da dentro, Noncanto, L'uomo coi tagli sono solo alcuni brani dei 21 presentati in totale.

Da brividi è stato quando Estremo ha lanciato, come introduzione ad Intimo, la sua condanna nei confronti del Nord-est, non rinunciando ad accusare il sindaco di Treviso per aver chiuso il Teatro comunale della città solo perché la produzione culturale non coincide con la parola 'capitale'. È vero sì che gli Estra giocavano in casa, ma non capita tutti i giorni sentire parole del genere, che hanno tutte le sembianze di un attacco diretto all'establishment locale. Naturalmente solo parte del pubblico ha applaudito l'iniziativa, forse perché intimorito da un'atmosfera pesante che gravitava sulle loro teste.

Ma a parte questo momento, tutto il concerto è stato una discesa verso gli inferi del rock 'n' roll: Abe maltrattava le sue chitarre senza tregua, mentre il basso di Eddy e la batteria di Accio scandivano i tempi con precisione assoluta, sia che si trattasse di pezzi dolci come Hanabel o di episodi abrasivi come Miele. Un finale con Aria minacciosa, Puoi distruggere e la riproposizione di Vieni, dedicata a tutti coloro che stanno male a causa delle guerre, possono vantarlo veramente pochi gruppi nello Stivale.

Un concerto memorabile e una band semplicemente superlativa; il resto è solo rock 'n' roll e non è mai banale ribadirlo. Ancora una volta e per molto se avrete a che fare con gli Estra.



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