Afterhours - Live @ Notting Hill - Napoli Live report, 05/03/1998

05/03/1998 di M@vi



La serata non comincia nel migliore dei modi. Gli Afterhours si esibiscono per la prima volta a Napoli e l'attesa per questo evento è palpabile. Simo & io siamo senza biglietto e nonostante ci presentiamo alle porte del Notting Hill abbastanza presto restiamo per un bel po' a implorare il tizio alla porta di farci entrare. Finalmente le nostre faccine supplichevoli suscitano l'effetto desiderato: il tizio vacilla...siamo dentro! Purtroppo, però, al botteghino scopriamo che il prezzo non era quello tanto sbandierato sui giornali - ovvero consumazione obbligatoria a Lit. 15000 - bensì Lit. 18000 per il solo ingresso, che non è tanto, ma c'è una bella differenza...soprattutto considerando il caldo pazzesco all'interno del locale e lo stato di disidratazione in cui ci troveremo dopo...

Comunque, entriamo. A poco a poco il Notting Hill si riempie fin quasi all' inverosimile; meglio di così in tempi recenti avevano fatto solo i Prozac, appena usciti con Acidoacida...

Il locale non a caso si chiama Gallery: la struttura e l'acustica sono esattamente quelle di un tunnel.

Immaginatevi un'attesa di due ore nel traforo del Fréjus, l'arietta tossica è esattamente la stessa. Per di più l'ultima ora l'ho trascorsa schiacciata fra un energumeno puzzolente in maglione di lana e un tipo che non si smuoveva neanche di un mm, sebbene avesse un bel po' di spazio libero davanti...

E gli After che si fanno attendere fino alle 23,45 (l'inizio del concerto era previsto alle 22,30!?)... Ormai sono praticamente fidanzata con l'energumeno, per me il suo odore è ossigeno, il tipo a fianco è il testimone di nozze e Simo la damigella d'onore. All'improvviso l'incoscienza: un quarto al nuovo giorno e gli Afterhours sono sul palco e io, beh, sì, ci sono anch'io, a un metro dalla band, stranamente al posto giusto al momento giusto, sensazione provata pochissime volte.

Cinque facce di Pluto fissano il pubblico che comincia a riscaldarsi con la potentissima Terrorswing. Gettate le maschere gli After cominciano a rovesciare scariche sonore da Germi e il concerto parte subito a mille. Scusatisi per il ritardo dovuto a non so quale contrattempo, gli Afterhours presentano il loro ultimo album, Hai paura del buio?, annunciato dalla spettrale voce del batterista Giorgio Prette. La prima parte del concerto scivola via tra pezzi tiratissimi come Male di miele, Rapace, Plastilina, Dea e momenti molto intensi, vedi Elymania cantata ad occhi chiusi, Pelle, Posso avere il tuo deserto "un vecchio pezzo degli After" suonata letteralmente con i piedi, con la sezione ritmica della premiata ditta Prette & Viti in grande spolvero ad accompagnare le chitarre di Xabier Iriondo sempre in bilico fra noise e melodia. Fondamentale l'apporto degli archi del bravissimo Dario Ciffo che contribuisce a rendere appieno le atmosfere dell'album. E ovviamente grande direttore d'orchestra è Manuel Agnelli, che conferma (e ce n'era bisogno?) dal vivo la sua bravura di cantante e musicista, ritagliandosi ampi spazi in cui si esibisce da solo eseguendo versioni acustiche da brivido di Dentro Marilyn e Pop. Poi ipnotizza il pubblico con una cover della struggente State Trooper, per la quale richiede silenzio assoluto, rotto dal solito idiota e da qualche timido tentativo di accompagnamento, subito stroncati. In effetti Manuel è nervosissimo a causa di numerosi problemi tecnici che insorgono per tutta la durata del concerto, se la prende col fonico e più di una volta sembra dare l'impressione di voler mandare affanculo tutto. L'acustica del locale come detto non aiuta di certo: spesso è addirittura difficile percepire la voce persino dalle primissime file. Pur tra mille problemi, la prima parte del concerto si conclude con Voglio una pelle splendida... e non c'è altro da aggiungere.

La band ritorna dopo una breve pausa (in tutto ciò mi sono persa Simo che è finita molto più indietro perché non reggeva più il tanfo del mio partner; ma a me chi mi smuove!). Adesso sono vestiti da bambine. "Ciao, siamo i Prozac+!" esordisce Manuel e scherza con Andrea Viti. La musica continua sul filo dell'ironia di Questo pazzo pazzo mondo di tasse e Sui giovani d'oggi ci scatarro su, dedicata a tutto il pubblico. Ancora la fantastica voce di Manuel Agnelli accompagnata dalle sei corde per 1.9.9.6. e il concerto si avvia al termine. C'è spazio per le riuscitissime cover di Mio fratello è figlio unico e della Canzone popolare, la morbosità sensuale di Ossigeno, invocata a gran voce, come pure Punto G, che però non suoneranno. Un'ultima scarica di note con Lasciami leccare l'adrenalina e il pubblico, peraltro piuttosto tranquillo, si lascia coinvolgere fino alla fine e manifesta rumorosamente il suo apprezzamento applaudendo tutta la band.

"A presto!" saluta Manuel. Speriamo a prestissimo...

Rompo la storia con l'energumeno (peccato... mi mancherà il suo odore...), recupero Simona. Accidenti alla non-consumazione obbligatoria, usciamo da qui e andiamo a berci qualcosa...



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