Londinium SPQR - Live - Vicenza Live report, 01/07/1998

22/10/1998



La scena skin politicizzata degli ultimi anni ha saputo concedersi con successo delle aperture a contaminazioni poco ortodosse. Gruppi come Rahowa, Sotto Fascia Semplice, etc. hanno saputo coniugare differenti influenze al suono Oi! originario spostandosi totalmente su altre direttive.

Alfieri di questo discorso in terra italica i Romani trapiantati a Londra Londinium SPQR che abbiamo visto verso i primi di Luglio a due passi da Vicenza in uno stupendo castello adibito per l'occasione a spazio concerti dai ragazzi della Tuono records e del VFS.

Il loro CD è una piccola perla di hardcore metallizzato con ancora momenti da strada e coracci barbarici che faranno felice più di una testa rasata. L'atmosfera è calda sin dal nostro arrivo, vuoi per il sole cocente, vuoi per le barilate di birra, vuoi per una chilometrica porchetta che ha sfamato i non vegetariani presenti. Sulle torri le insegne del VFS e qua e là drappi e bandiere dei partecipanti.

Il concerto viene aperto dai giovani Front 82, legati ad un suono Rac grezzo ed energico, ma ancora acerbo.

Calato il buio salgono sul palco i Romani Londinium SPQR, attrazione principale della serata che ha attirato qualche centianio di persone da tutto lo stivale.

L'apertura con "Viva l'Europa" scatena immediatamente la bolgia sotto al palco. La rivisitazione in chiave hardcore del classico degli Janus, gruppo di punta dell'area rock alternativa capitolina anni'70, inizia a calpestare con anfibi fatti di decibel e volume le teste dei presenti che per tutto il concerto faranno di tutto per rendersi la vita scomoda con un pogone come se ne vedono sempre più raramente e pezzi cantati al completo.

Tra le dediche dell'enorme cantante Fabrizio (miglioratissimo rispetto agli inizi e front man perfetto) i cuori si scaldano, le membra si tendono e le gole si squarciano, con tutti i pezzi ormai storici raccolti sul CD "Fare Quadrato" e sulle varie raccolte.

Nonostante gli inconvenienti tecnici, la luce che va e viene (una voce dal pubblico suggerisce di pagare la bolletta dell'ENEL) la corazzata Londinium procede con classici come "il mito", "servizio di stato", "angeli su Roma", "i veterani", "non farti fregare", ed un paio di cover di Peggior Amico, Intolleranza (in cui il chitarrista Francesco ha militato) nonché l'inno degli dei della musica esoterico-ritual italiani Ain Soph "Cuore Nero", che, nonostante sconosciuto ai presenti, sembra sia stato apprezzato anche in virtù del testo evocativo.

L'apice del concerto viene raggiunto con il pazzesco "Fare Quadrato", vero e proprio manifesto di lotta rivoluzionaria in cui ho potuto assistere ad una rovina come non se ne vedeva da almeno 10 anni. Decine di persone sparpargliate per terra in un groviglio di carne e anfibi... Penso di avere ancora qualche segno sulle braccia, almeno su quello che mi è rimasto...

Quello che colpisce dei Londiunium è l'atmosfera emotiva che riescono a trasmettere. Voci che si sovrappongono, arpeggi, continui cambi di tempo e la ricerca di melodie alternate a parti pestone fanno dei Londinium il gruppo che fa decisamente la differenza e che, con l'aggiunta di tastiere, ci riserva sicuramente altre sorprese.

Finito il concerto siamo tutti troppo stanchi per potere apprezzare il gruppo di chiusura e dopo l'ultima fetta di porchetta offerta dai gentlemen della Tuono ci si dirige verso l'autogrill più vicino per tentare di riposare il minimo indispensabile le membra martoriate per poi trascinarsi a casa.

Attila
public@itaca.com



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