Marlene Kuntz - Live @ Vox Club (+ Venus) - Nonantola (MO) Live report, 08/12/1999

12/01/2000 di



Per l'ultimo concerto del 1999 da parte della truppa guidata da Cristiano Godano c'era da aspettarsi qualcosa di speciale, che alla fine è la solita, ovvero che i Marlene ormai sono una garanzia assoluta. Meglio così, perché assistere ai supporter Venus è stata un'altra gradevolissima sorpresa.

Ritornare su un live del gruppo cuneese sembra ormai una classica lezione di stile, siccome ormai le parole spese riguardo a questa band sono state anche fin troppe e non a sproposito. Il loro ultimo capolavoro in studio, ovvero Ho ucciso paranoia è la testimonianza di come dovrebbe essere il percorso di crescita di una qualsiasi band che parte dall'underground e col tempo 'subisce' il classico processo di maturazione. Sicché ogni 'nuovo' spettacolo della formazione non è mai risultato noioso o ripetitivo, tantomeno stavolta, in occasione delle sette date che hanno visto i Marlene Kuntz girare (quasi) tutta l'Italia in una sola settimana.

La serata è stata poi arricchita dall'esibizione dei Venus, circa mezz'ora di avant-pop (?) di stampo belga per presentare Welcome to the modern dance hall, nuovissimo album partorito con l'ausilio di soli strumenti acustici, gli stessi che stasera hanno usato i nostri 4, ovvero chitarra, violino, contrabbasso e batteria. Il pubblico è rimasto piacevolmente affascinato dalle melodie di questa band, tutta intenta a 'massacrare' i canoni pop con canzoni tipo la waitsiana Perfect lover, la 'velvettiana' Royalsucker, la malinconica White star line, e le due più abbordabili, ma non per questo meno belle, Pop song e She's so disco. Peccato per la mancata reprise live di I'm the ocean, già apprezzata canzone nella versione degli Scisma su Armstrong.

Perciò, viste le prerogative della serata, i Marlene< avrebbero dovuto esibirsi almeno ai livelli abituali, cosa che non hanno mancato di fare; infatti ormai il loro spettacolo ha veramente pochi punti deboli, sia dal punto di vista scenografico - luci ed effetti semplici ma incisivi - ma soprattutto dal punto di vista del suono: la sezione ritmica sorprende per la precisione svizzera e il basso di Dan Solo è un supporto infallibile per le chitarre di Riccardo e Cristiano, anch'essi bravissimi a ricamare melodie ormai indelebili nella memoria di tutti i fan e addetti ai lavori.

La fedele riprova ne è il loro disco dal vivo, gustosissimo antipasto per la serata e ottimo dessert per il periodo in cui il quartetto si rinchiuderà in studio per lavorare sul quarto album. In questa serata non è stato facile scegliere le canzoni migliori, a meno che non ci si prova a rifugiare nelle preferenze personali; ho potuto, ad esempio, constatare che Catartica rimane ancora il disco delle 'perle': dall'esecuzione di Sonica, un vero 'climax emozionale e sonoro', a quella di 1° 2° 3°, Merry x-mas, Lieve, meno rallentata del solito e decisamente più elettrica, e Canzone di domani. Meno 'coccolato' è invece Il vile, da dove vengono ripescate la title-track, l'epilettica Ape regina, e la 'corale' Come stavamo ieri, brano 'pilastro' del repertorio. E se non bastasse anche Come di sdegno ha avuto la sua parte con l'esecuzione di Aurora e Donna L, rese ancora più elettriche della versione in studio. Resta poi da dire di Le putte, Infinità, In delirio, Questo e altro, Un sollievo, ovvero gli unici episodi concessi dal terzo e ultimo disco, dal quale mi (ci) aspettav(am)o anche L'abitudine e L'odio migliore, due chicche di cui abbiamo fatto a meno e che avrebbero potuto sostituire degnamente l'intro strumentale 'à la Mogwai' che apriva i bis, sorta di elucubrazione sonica sul post-rock conclusa con un Godano in versione poetica.

Ma se poi nei bis arriva Ineluttabile, Festa mesta e Nuotando nell'aria non rimane che applaudire i quattro protagonisti di un ennesimo trionfo e accettare in toto la loro musica, sempre e comunque fra gli ascolti preferiti.



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