Prozac+ - Live @ Vox - Nonantola (MO) Live report, 10/04/1998

10/04/1998 di



Però! Questi Prozac+ hanno della carica da vendere, quasi a confermare che sono di certo una ricetta migliore dello stesso antidepressivo a cui si rifanno. In un'ora e un quarto hanno 'vomitato' sul pubblico non so quante canzoni, e il tutto ad una velocità incredibile. Fin dall'inizio bisognava scegliere se rimanere ai lati, oppure far parte dell'immensa massa che pogava senza criterio e si scatenava sulle note della chitarra di Gianmaria.

Naturalmente toccava ad Eva saltellare e incitare il pubblico, mentre il resto della band non si risparmiava di certo, lasciando da parte qualsiasi aspetto di 'ridondanza'. E in fondo è proprio questa l'essenza del gruppo veneto: non considerare aspetti che vadano oltre il puro divertimento, l'importante è fare del casino e, per 75 minuti, non pensare ad altro che divertirsi.

Sarà questa una delle chiavi interpretative del fenomeno? Se il pubblico conosceva a menadito i testi del primo e del secondo album, qualcosa significherà pure; in attesa che il prossimo tormentone "Colla" invada i nostri padiglioni auricolari, i ragazzi cantavano brani come "Ho raccontato" e "Pastiglie" quasi che fossero dei classici nel panorama del rock italiano. Non ne parliamo poi se facciamo riferimento all'alltro classico intitolato "Acido" (rifatta la seconda volta nei bis!) o alle liriche di "Betty tossica", intonate a gran voce dagli stessi spettatori, che, detto per inciso, avevano un'età media veramente bassa.

D'altra parte non si può però dire che Gianmaria & co. siano riusciti a coinvolgere il sottoscritto: se da una parte la loro proposta ha riscosso successo, personalmente la trovo un tantino ripetitiva, al punto che mi è stato difficile, in molti casi, riuscire a cogliere differenze di arrangiamenti tra le versioni dell'album e quelle dal vivo.

Non nascondo che quando hanno rifatto "Gone daddy gone" delle Violent Femmes mi sono divertito un bel po', ma per il resto non è che mi sia esaltato più di tanto, soprattutto perchè alla fine la musica dei Prozac+ rischia di essere, come già detto, un tantino monotona. Se non si prova a sconfinare in nuove soluzioni sonore, senza snaturare l'essenza di cui sopra (ovvero inserimento di campionatori e compagnia bella!), si corre il rischio che i Prozac+ rimangano solo un fenomeno passegero.

Certo i miei suggerimenti da 'profano' muoiono nel momento stesso in cui li propongo, ma non penso che il mio ragionamento sia sbagliato più di tanto. In attesa di novità, facciamo ripartire "Acido"...



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