Punch&Judy - Il Locale - Roma Live report, 02/11/2001

11/11/2001 di



E' frustrante uscire da un locale consapevoli di aver ascoltato una grande live band e doversi poi confrontare con un paesaggio musicale dominato da una striscinate ottusità. Il concerto in questione é firmato Punch&Judy, ragazzi romani che suonano del sano rock alternativo, definizione senz'altro pericolosa, ma che calza a pennello se riferita ad una band che da anni pratica questa strada per naturale vocazione e non per scelta strategica.

Lo scenario del concerto é ormai il classico minipalco de Il Locale, luogo spesso criticato per la sua "puzza sotto al naso", ma indubbiamente tra i pochissimi locali romani in grado di ospitare esclusivamente musica italiana, pur tagliando completamente fuori certa parte di movimenti musicali.

La serata romana é gradevole, anche se la tendenza dei concerti a cominciare intorno alla mezzanotte non mi aggrada granché. Il trio dei Punch&Judy sale sul palco con un batterista ventenne nuovo di zecca, dopo che l'ottimo Augusto Zanonzini ha scelto strade più lucrose con altri artisti, tra cui gli Achtung Babies.

La formazione continua comunque a poggiarsi su l'invidiabile sincronia artistica tra Massimo Giangrande, voce e chitarra, e Claudio Mosconi al basso.

Pur senza contratto e con soli due demo all'attivo, i romani vantano un reportorio ormai molto vasto, che comprende alcune gemme divenute dei piccoli classici nei sotterranei musicali della capitale.

Il live scorre via tra suggestioni riprese direttamente da Jeff Buckley e momenti di grande intensità vicini a certi atteggiamenti dei Jane's Addiction. Vecchie composizioni come la splendida Il volo e l'ottima Giocattoli di Paglia, vengono alternate a brani più recenti come Musa, inserito anche nella compilation di Sonica.

Non mancano alcune soprese estemporanee come la cover di Making Plans for Nigel degli XTC e una splendida esecuzione di Is Chicago, Is not Chicago dei Soul Coughin, peraltro eseguita con la voce e l'armonica di un artista romano amico della band.

Un'ora e mezzo di musica fresca e determinata, suonata con il piglio di una band apparentemente pronta per grandi palchi, ma che purtroppo non é altro che una delle tante realtà che per strani motivi é costretta a proporre grandi canzoni senza l'ombra di un contratto...



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