Live Report: The Death of Anna Karina al Locomotiv - Bologna Live report, 16/05/2009

09/06/2009 di

Stiamo tutti aspettando il seguito di "New Liberalistic Pleasures". Non si sa ancora il titolo, nè la data d'uscita. Sappiamo solo che hanno deciso il periodo in cui fare le registrazioni: tra settembre e ottobre. Per questo non si poteva mancare alla loro data di Bologna, era l'unica occasione per sentire i brani nuovi. Sul palco, insieme ai Death of Anna Karina, Altro e Wax Anatomical Models. Filippo Cicciù racconta.



Timpani sfondati e un rumore stridente che rimane incastrato nelle orecchie come sottofondo per una passeggiata notturna che mi riporterà fino a casa, un po' di sudore sui vestiti, e nei pensieri prende lentamente forma il ricordo del concerto appena vissuto.

Due ore prima entravo in un Locomotiv pieno a metà, ma solo perché gran parte della gente era ancora fuori che fumava o non era ancora arrivata, sul palco i Wax Anatomical Models con il compito di iniziare a scuotere il pubblico. Chitarra che arpeggia melodie ispirate dall'hardcore emozionale anni 90, sontuoso accompagnamento sintetico di tre tastiere, sezione ritmica incalzante e a tratti adrenalinica, qualche grida stonata guasta la dolce atmosfera. I ragazzi sotto il palco sembrano apprezzare, ma senza spettinarsi troppo il taglio di capelli per l'entusiasmo. Niente male anche se non conquistano tutti, manca qualcosa per rendere la performance un ricordo che fa ben sperare, risultano ancora acerbi, qualche imperfezione nell'esecuzione e per adesso suonano meglio i pezzi reperibili in rete piuttosto che l'esecuzione dal vivo. Pausa sigaretta. Gli Altro sono già saltati sul palco e gli ampli iniziano a fare rumore, davvero. La batteria è un martello pneumatico che non lascia tregua, un tormento che colpisce lo sterno del pubblico. Mentre ascolto nella mia testa le parole tratte dalle canzoni di "Aspetto" vedo sullo sfondo rosso sangue che chiude il palco tre sagome irrequiete che grondano sudore e frustrazione, gridano domande esistenziali e scaricano rabbia bollente sui loro strumenti. I ragazzi sotto il palco sono immobili, qualcuno se ne va. Pochi applausi alla fine di ogni pezzo, per molti si tratta solo di casino male organizzato, il cantante ondeggia col corpo seguendo il ritmo frenetico che esce dalle casse e manca il microfono due volte su tre. Il concerto non durerà neanche mezzora, ma sono trenta minuti che scavano dentro a chi si è fermato ad ascoltare. Intenso, sporco, sincero, punk.

Ora la gente è tutta dentro il locale che è quasi pieno, comincia fare caldo. Aleggia un'atmosfera di attesa che si contrae non appena arriva l'urto improvviso che annuncia il gruppo che tutti aspettano. I Death of Anna Karina sono in forma, decisamente. Partono spediti e precisi prendendo dal vecchio "New Liberistic Pleasure" per passare subito a presentare dei pezzi inediti che eseguono con l'energia di sempre e una sicurezza da veterani. Le canzoni nuove sono incisive e colpiscono al primo impatto, hanno apparentemente una struttura più definita rispetto al delirio nervoso a cui il gruppo emiliano ci ha da sempre abituati, ma guardando bene ci si accorge che le trame modellate dalle chitarre sono invece più fitte che mai. Un gustoso assaggio che fa venire l'acquolina in bocca in vista di una prossima pubblicazione discografica. Il cantante si contorce su sé stesso mentre grida con un piede appoggiato sulla grancassa della batteria, la voce trova sempre il modo di urlare paranoie alla coscienza in maniera ordinata e improvvisamente si fa da parte per lasciare spazio ad uno strumentale che trasforma il Locomotiv nell'Inferno. Suonano in maniera impeccabile e con trasporto, è un peccato che proprio all'apice di "Castration" saltino i suoni della tastiera. Ma non importa, si va avanti lo stesso e purtroppo tutto è già finito. Niente bis. Solo un'oretta scarsa che non lascia deluso nessuno e la certezza che uno dei gruppi con lo sguardo più incazzato della penisola è ancora deciso a non stare fermo e a dare sfogo alla sua rabbia. Aspettiamo di tremare con il prossimo disco.



Commenti (1)

  • Nicola Bonardi 09/06/2009 ore 20:52 @nicko

    ah! ma quindi esistono ancora! me ne compiaccio.

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