Live Report: Calibro 35 al Locomotiv Club - Bologna Live report, 14/01/2009

25/01/2009 di

I Calibro 35 sono uno dei gruppi rivelazione dell'anno appena concluso. Nell'arco di pochissimi mesi hanno catalizzato una grande attenzione da parte di pubblico e critica, e lo hanno fatto reinterpretando colonne sonore dei polizziotteschi italiani, non proprio la via più facile e immediata. Enrico Gabrielli e soci hanno suonato al Locomotiv Club di Bologna in occasione di una delle puntate di Magazzeno Bis, il talk-show concerto dell'etichetta Trovarobato. Sara Scheggia era presente tra i giornalisti invitati: ha fatto qualche domanda al gruppo e ha chiesto pareri al pubblico. Ci racconta.



I Calibro 35 a Magazzeno Bis, per una puntata che già solo dalla fila all'ingresso si preannuncia speciale. Il 2009 è appena iniziato: ci sono le tessere Arci da rinnovare, gente da salutare dopo la pausa natalizia, sedie in prima fila da occupare in fretta. Ché tutti siam curiosi di vedere con i nostri occhi quel che già girava tra i corridoi bolognesi da qualche tempo: sarà vero che Gabrielli suona 4 strumenti contemporaneamente? Ma come fa?

Partono con un paio di pezzi, e già il pubblico capisce che ci sarà da stare con gli occhi ben aperti e i capelli dritti. Abbiamo davanti musicisti di un livello tale, che anche solo sedersi e gustarsi una nota dopo l'altra ti dà l'impressione di non star facendo abbastanza, in quanto fruitore. Il groove si sente, nelle orecchie e nelle mani. Lo puoi toccare, rimbalza ad ogni angolo della sala. E Michele Orvieti di Trovarobato conduce una puntata sicuramente meno semplice di tante altre. Già, perché non è facile trovare domande sensate per musicisti come questi, e anche i contenuti del disco non sono certo popolari: il noir all'italiana anni 70, le colonne sonore, gli autori di riferimento e i rispettivi mondi di appartenenza. Gli intrecci e le derive semiotiche che possono venir fuori da rimaneggiamenti di brani come questi sono infiniti, complessi e difficili da descrivere. Sul palco, infatti, si parla anche di progressive, dell'atteggiamento con cui si vanno ad arrangiare gli originali. Poi, quando suonano, non c'è nulla da fare: il funk pulsante prende il sopravvento su ogni parola. Anche quando un personaggio come un certo Flavio, che sostiene di essere stato il batterista di Fiorella Mannoia, si impossessa del microfono: nonostante l'incursione, il pubblico rimane concentrato e spera che i Calibro continuino a suonare a lungo.

Sparisce Flavio, e nel frattempo ti giri e vedi Enrico Gabrielli che ha al collo il sax, in una mano il flauto traverso, e con la restante mano suona la doppia tastiera che ha davanti. Il tutto senza minimamente scomporsi, senza una sbavatura: con una carica che elettrizza chiunque, nel raggio di cinquanta metri. Chiaro che al momento di fare la mia domanda, so già la risposta: che senso ha l'ennesimo gruppo di cover in Italia? Perché di questo si tratta, di cover. Lo so benissimo che senso ha, non servono spiegazioni. E sono d'accordo con loro: i Calibro 35 hanno anche la missione di portare un po' in giro per il mondo quelle soundtrack, quella cultura, e tutto un mondo compositivo che merita la fama internazionale. Il compito principale, però, ce l'hanno in patria, perché forse siamo noi quelli che ne sappiamo meno di tutti.

E allora si esce con la convinzione di aver assistito anche ad un modo per riscoprire e valorizzare certe radici. Di migliori, per il momento, credo proprio non ce ne siano.

Pareri della sala:



Commenti (4)

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  • Carnera 27/01/2009 ore 15:01 @carnera

    Già, questi spaccano davvero, li ho visti a Forlì e li ho apprezzati veramente..
    Ma qualcuno si ricorda dei Vip 200??
    Gruppo romagnolo capitanato da Doktor Zoil, sono stati loro a ridare lustro alle soundtrack nostrane, diventando una band di culto anche in Giappone, Korea, Germania etc...
    cercate gente....:?

  • nikuzza 27/01/2009 ore 18:28 @nikuzza

    seratona quella lì!!
    sì in effetti la tua domanda ha destato un po' di scompiglio in sala..perchè chiamare "cover band" i Calibro35 o addirittura "ennesima cover band" è riduttivo..
    dai ti sei ripresa con quest'articolo ;)
    brava!
    Bravissimi i Calibro35!!!!
    teneteli d'occhio! ;)

  • manlio scafandro 28/01/2009 ore 00:12 @infame

    Dal vivo sono eccezionali, suonano brani da colonne sonore come se fossero degli standards, e come nella migliore tradizione della musica improvvisata ci mettono il loro. Grandissimi.
    E' evidente che dire che fanno cover è come dire che tutti i musicisti che fanno musica improvvisata ( leggi jazz ) fanno "le cover".

    Grandi grandi grandi!

  • Buattitime 06/02/2009 ore 21:23 @buattitime

    grandi semplicemente grandi!:)

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