Live Report: My Awesome Mixtape al Locomotiv Club - Bologna Live report, 08/10/2009

26/10/2009 di

(Foto di Benedetta Satterini)

Era la prima data in Italia dopo un lungo tour europeo. In più a casa loro, Bologna, per presentare il nuovo disco. L'atmosfera era quella dei grandi eventi e non potevamo mancare. I My Awesome Mixtape hanno suonato al Locomotiv Club, Filippo Cicciù racconta.



Proiettano in aterprima "Hearts to Lend", il nuovo video. Davanti alle immagini si staglia un folto gruppo di teste. Un pubblico accorso a frotte per questo piccolo e atteso evento. Atmosfera impregnata del rosso delle luci e temperatura un po' soffocante, fuori ha quasi cominciato a fare freddo ma nessuno immagina che in meno di una settimana saremo costretti a coprirci con berretti e giacconi per proteggerci. Il posto è pieno e si respira il clima delle grandi occasioni e, come capita spesso in situazioni del genere, ci vuole poco a distinguere chi è in sala per puro presenzialismo da chi ha un genuino interesse per il gruppo: mezz'ora dopo l'inizio del live la calca sotto il palco si è già diluita, proprio quando i MAM raggiugono l'equilibrio sonoro ideale. Poco male, c'è più spazio e si respira meglio, i suoni escono più delicati e cominciano ad amalgamarsi dolcemente. Ci si lascia trasportare dalle melodie per poi risvegliarsi in momenti più dance, ritmi sussurrati e un crescendo d'archi si mischiano alle parole che dettano il tempo. La scaletta costruisce trame infilando il recente passato in mezzo alla presentazione del nuovo album, ne esce un tessuto più ricco di colori e sfumature ma cucito sulla stessa stoffa a cui tutti sono abituati. Le atmosfere convergono verso l'hip hop ma niente di ciò che esce dalle casse sembra essere troppo forzato. Si vedono nuove idee musicali spesso molto diverse tra loro, non sempre vanno d'accordo e a volte la tensione cala un pochino ma il gruppo riesce sempre a recuperare, è un suono pieno, che pervade tutto e tutti. Il pubblico è in delirio. L'aumentare dei ritmi, con battiti presi in prestito ad un paio di djambe, e l'infoltimento degli archi costruisce una resa live di tutto rispetto. Poche sbavature davvero, siamo in ostaggio di canzoni limpide e stonate nello stesso tempo, che fanno da paesaggio a paranoie agrodolci confessate per essere capite meglio. I nuovi pezzi si mischiano bene ai più vecchi che, ormai, convincono a pieno: "Diderot" è già un piccolo classico che scuote la danza. Deliziosa la versione riarrangiata di "Brotherhood" che chiude il sipario. Dalle tristi malinconie di una testa pensante piena di ricci fino ad un gruppo che ha trovato una splendida sintonia, la dimensione dei MAM è ancora uno spazio bianco da riempire che muta continuamente ma sicuramente i confini tracciati in questi pochi anni sono più precisi e l'ottima forma scolpita da un viaggio appena finito sui palchi dell'Europa centrale rende lo spettacolo più che godibile. La gente si diverte, sembra di stare in una stanza dei giochi dove tanti amici si incontrano e si raccontano delle storie saltando sui tappeti elastici nell'attesa che i genitori li vengano a prendere, come dei bambini felici usciamo a fumare una sigaretta col sorriso sulle labbra.



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