Locusta @ Transilvania Live - Milano Live report, 22/09/2006

28/09/2006 di

(Gli Yuppie Flu al MI AMI 2006 - Foto di Marco Becker)

Folla di "rockiters" alla serata Locusta, Baustelle + Yuppie Flu (opening: Io?Drama), che si è tenuta al Transilvania Live di Milano. Nonostante il grande numero di serate e la diversificazione delle proposte per tutta la città meneghina, il pubblico dimostra come sempre il suo affetto ai due gruppi, uno dei quali reduce dal festivalbar. Peccato solo per il locale scelto: sebbene privato delle sue famose tombe, è ancora lontano dall'essere un live club accettabile.



Milano. Prepararsi all’inverno. La booking agency Locusta decide di fare festa, e chiama a raccolta i suoi pezzi forti per un concerto meneghino che sa di happening conclusivo di una stagione brillante. E magari fare qualche soldo “facile” per tirare avanti e ripartire su nuovi progetti, probabilmente meno remunerativi. Oltre a Yuppie Flu e Baustelle, infatti, questa realtà indipendente (con sede a Pisa) cura le date di tanti altri gruppi italiani, piccini e più. Ma sempre bravi (a volte strepitosi). Gente seria come Settlefish, Disco Drive e i più scalcinati Pecksniff. Senza dimenticare Cut e Appaloosa, che live – si sa – non cucinano tortellini. Per fortuna.

La cornice prescelta per questo evento è il Transilvania di Milano. Locale conosciuto perlopiù per le sue tombe e le lapidi appese al muro, recanti i nomi dei gruppi metal che ci hanno suonato precedentemente. Ha appena subìto un restyling. Gli hanno tolto tutto il materiale funereo sostituendolo con roba dal gusto ospedaliero. Neutra. Però gli hanno mantenuto invariato il logo, con i pipistrelli e il font in gotico. Quando si dice un progetto di comunicazione ben fatto.

Ecco.

In questo locale, situato in una zona di merda di Milano, nel nulla sferico della periferia, bar attorno chiusi alle 21, c’andiamo coi mezzi pubblici consapevoli che poi i mezzi non ci potranno portare da nessun’altra parte. Milano non è come le altre città europee. Se non hai la macchina, stattene a casa bello. Sono cazzi tuoi. Sono le 21 e qualche minuto. Il pubblico assiepa già il cortile, in attesa dell’apertura dei cancelli. Nonostante la serata non sia delle più anonime - da Peaches al Rainbow Club a Tiefschwarz ai Magazzini Generali, passando per il launch party di Mousse powered by CCKZ e Zoo Brazil al Gasoline, fino al Plastic, serata London Loves, con il live dei Black Wire – il pubblico non manca di presenziare. Impressionante che per per una città così piccola, 1.500.000 di abitanti, ci siano così tanti eventi. Impressionante l’affetto che il pubblico ha per i Baustelle, reduci dal Festivalbar. Non è poco. E più che impressionante è vergognoso che una lattina di birra all’interno del locale costi 4 euro. Che una birra taglia unica ne costi 5. Cose che non possono passare inosservate. Una ingiustizia perpetrata inutilmente sul solito pubblico pagante, a cui altro non spetta che scucire (e nonostante tutto scuce, perché l’amore per la musica e la voglia di divertirsi non si possono annullare). Perché in fine, nonostante tutto, tra una selva di fischi domati a stento dai fonici dei gruppi, in una gabbia dove le frequenze basse invadono l’aria, poi, ecco, dopo, i gruppi hanno anche suonato. E bene. Impossibile, però, dimenticare la legge: un locale perde il pelo ma non il vizio. Il Transilvania è ancora lontano dall’essere un club rispettabile. Peccato. // Carlo Pastore

IO?DRAMA
Mezz'oretta di concerto. Ricca di attese, nuovo disco in arrivo, formazione rimaneggiata, qualche mese di assenza dal palco. Ed è bastata, mezz'oretta, per aver gente che applaudiva ad ogni canzone. Che cantava, incitava il gruppo. Gente entusiasta, tra vecchi e nuovi fan, che alla fine li salutava con un coro. I redivivi Io?drama si riconfermano come uno dei gruppi emergenti più convincenti dal vivo, per carattere e materiale. Serrati, personali, grande presenza. // Andrea La Placa

YUPPIE FLU
Le perle dell’indie italiano brillano ancora. Dietro ai tamburi non c’è più Gianluca Schiavon, che aveva seguito il gruppo praticamente dalla pubblicazione di “Toast Masters”, l’ultimo album del gruppo. C’è ora un nuovo ragazzaccio americano, che ha abbandonato la sua terra e il suo gruppo, gli Staff, solo per gli Yuppie Flu. That’s amore. E cambiano i fattori ma il risultato è lo stesso. La cura alle dinamiche, nel casino dei feedback domato a stento da Burro (il batterista dei Giardini di Mirò qui in veste di fonico), risulta più azzoppata. Ma la gente canta felice. Una certezza. E ora basta, però. Aspettiamo il nuovo album. // C-Pa

BAUSTELLE
Tante parole in giro. Bianconi stona. Dal vivo non valgono. E concordi. Poi ti trovi di fronte un concerto intensissimo, con una scaletta perfetta. E distruttiva. Quasi ignorato “La moda del lento”, si attinge a piene mani dall’ultimo disco, concedendo perle dal primo. “La canzone del parco” è letale, per potenza drammatica fa il paio con “Il corvo Joe”. E gli inni “Gomma”-“Vacanze dell’83” sono i liberatori toccasana finali. Perché non saranno perfetti, ma prendono dentro e fanno cantare. E nel mondo del leggero-scuotimento-di-testa-e-battuta-del-piede è una sorta di miracolo. // Marco Villa



Pagine: Baustelle Yuppie Flu Io?drama

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