Luca Carboni e Tommaso Paradiso: "Ma cosa vuoi che sia una canzone?"

Foto di Alessandro Sozzi - Foto di Alessandro Sozzi -
30/01/2016 di

Si sono incontrati la prima volta oggi, in un ristorante, e hanno parlato dei loro mondi distanti, quasi inconciliabili. Luca ha detto che Tommaso ha l'età per essere suo figlio. Eppure Tommaso ha scritto una canzone per Luca e quella è diventata la hit dell'estate. Il pezzo è "Luca lo stesso" contenuto nell'album "Pop-up" del 2015. Il disco è di Luca Carboni e il testo è di Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti.

Com'è nato questo strano connubio è presto detto: il testo originale di Paradiso era molto autobiografico, parlava come al solito di una storia d'amore triste. A Carboni non piaceva del tutto e l'ha cambiato per renderlo universale. "In realtà io rappresento la vecchia guardia e lui la nuova" dice Tommaso Paradiso, "perché molti dei miei colleghi cantautori, compreso me, cerca di fare canzoni alla maniera di Carboni o Dalla degli anni '80, mentre lui è già più avanti."

Carboni invece spiega di non aver mai preso in considerazione l'idea di cantare canzoni scritte da altri in passato, ma nell'ultimo periodo ha voluto mettersi alla prova anche come interprete. Il pezzo è stato scelto molto semplicemente. "Quando ascolto i pezzi he mi mandano gli autori, capisco subito se fanno parte del mio mondo o meno. Questa era perfetta ed è nata insieme senza che nemmeno ci conoscessimo dal vivo".

Ma cosa ne pensano due cantautori dell'uscita del CEO di Universal Italia che dipinge l'Italia come un paese per vecchi? "Il mondo delle radio è complesso" dice Luca Carboni, "si lamentano anche cantautori storici come Guccini o Bennato, i loro pezzi non vengono mai passati perché anticommerciali. Il problema è che i direttori artistici delle radio fanno fatica a investire a sperimentare."

Si parla di mainstream, Tommaso si sente escluso? "No, per me l'importante è fare un grande Facebook, anche se con quello non ci guadagno. Scherzi a parte, noi artisti minori guadagnano dai live più che dai dischi. Anche se quest'anno 'La fine dell'estate' è finita su Radio Deejay, poi è stato un nulla di fatto. Sai qual è il problema? Che quando parlano Vasco, Jovanotti o Carboni, già solo la loro emissione fonica ti distrugge lo stomaco da quanto è bella. La mia no." "A me piace la tua voce" lo rassicura Carboni, "Io ho iniziato con le radio libere, in cui i dj sceglievano le canzoni e prendevano dediche e richieste. Spesso telefonavo con un nome falso richiedendo le mie canzoni e me le passavano! Venivo dal punk, anche se nei miei dischi non sembra."

"Io intervengo alla radio solo per parlare della Lazio. Il mio obiettivo è diventare opinion leader del calcio romano!" scherza Tommaso.

Luca Carboni è un cantautore ribelle, ma nel vero senso della parola. Negli anni '70, i cantautori facevano politica, lui invece preferiva parlare del suo mondo interiore, dei piccoli dettagli. Non ha mai amato le definizioni. Ha sempre avuto un animo indipendente. Ma tra gli artisti delle major, si ascolta la musica indipendente? "Sì, sia le etichette che gli artisti sono interessati all'indie. Tutto il rinnovamento parte dal basso e in molti sfruttano le innovazioni degli artisti indipendenti, che il più delle volte non vengono fuori per..." - "Sfiga" lo interrompe Tommaso Paradiso. "Perché vivono in un mondo tutto loro" continua Carboni. "È un grande laboratorio."

Quindi la canzone d'autore non morirà mai? Carboni pensa di no, perché più è forte il legame tra la canzone e il suo autore, più il pezzo resisterà nel tempo. Paradiso invece la butta lì: "Finché in Italia ci sta il sole, il vino e il mare, la canzone d'autore non finirà mai." 

La curiosità finale: qual è la giornata tipo del cantautore? Luca ci spiega che è in fissa col gruppo sanguigno e svela che il suo, di tipo b, proviene dai nomadi. Da loro ha preso la voglia di viaggiare di bar in bar e di guardare la gente mentre scrive i suoi pezzi. "Anch'io faccio il giro dei bar" chiosa Tommaso, "anche se il mio è  un po' differente". Il panel si chiude e a noi resta l'impressione che alla fine, Luca Carboni e Tommaso Paradiso non siano poi così diversi.

Tag: betterdays festival

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