Ufomammut - Lunedi 24 aprile: Manchester

23/05/2006

(L'ingresso dell'Attic, a Manchester)



Arriviamo a Manchester con 4 ore di anticipo. Siamo a pezzi. Nell'ordine abbiamo dovuto superare le seguenti difficoltà:
 Noia da traghetto dondolante in mezzo alla pioggia.

 Terrore per guida a sinistra nei primi 200 km di autostrada inglese.

 Paura nei seguenti 300 km all'idea dell'ingresso in città...

 Caffè inglese. Prezzo esorbitante e gusto tipo sciacquone del cesso (in cui, almeno, è scivolato un chicco di caffè...).

 Tentativo vano di rianimare Vita, momento di attività cerebrale all'autogrill, quindi inesorabile ricaduta narcolettica al contatto col sedile.

 Fame.

 Noia generale per viaggio.

 Van-lag dovuto allo spostamento delle lancette di un'ora...

La prima cosa da fare è sentire Dave, l'organizzatore locale del concerto, che potrà essere all'Attic solo per mezzogiorno. Ci toccherà aspettare.

Per fortuna proprio di fronte al locale c'è un bel negozio di strumenti e ci passiamo un paio d'ore ad ammirare strumenti dai prezzi decisamente vantaggiosi.

Siamo attratti soprattutto dalle batterie, costano davvero poco e non riusciamo a non pensare a quanto sarebbe bello tagliare con una motosega il timpano bianco di Vita, residuato bellico che utilizzava con ogni probabilità l'esercito russo durante la seconda guerra mondiale per suonare le sue marcette all'ingresso nelle città liberate... Ci si confronta, si pensa a provare qualche batteria e alla fine siamo tutti d'accordo sull'acquisto.

Lasciamo Vita e Ciccio a provare gli strumenti mentre mettiamo finalmente piede nel locale. Dave è arrivato e possiamo stenderci sui divanetti e dormire un poco dopo aver scaricato il furgone e portato tutto dentro.

Riemergiamo dopo qualche ora e siamo pronti per il soundcheck. Il posto è davvero bello, piccolo ma molto accogliente, l'unico piccolo problema è dovuto al passaggio del metrò che fa vibrare tutto...

Facciamo i suoni e lasciamo spazio ai due gruppi spalla: Raucous e Atavist... non sappiamo da che parte girarci, la paura dei nomi ci entra nelle ossa e temiamo per le nostre orecchie... nessuno capirà mai la scelta di queste due band per aprire il nostro live, ma sarà una fortuna perché sembreremo sicuramente bravissimi...

Arriva la cena (che visto l'orario potrebbe essere la merenda...) e con essa una certa diffidenza nei confronti del futuro. Tutti sono oltre la gentilezza, è davvero eccezionale, ci sentiamo la Regina Elisabetta (sia per lo stato psicologico e fisico in cui ci troviamo sia per la pettinatura post divanetto), la cura nei nostri confronti è davvero commovente, tutti ci aiutano, ci “servono” e ci trattano davvero troppo bene. L'unico problema è che parlano una specie di slang velocizzato mangiandosi le parole e la nostra reazione è quella di sorridere ebeti e dire sempre sì...

La cena è composta da:
 Patapasta: pasta e patate insieme, senza sale (e non commentiamo).

 Salsicce vegetariane (Ciccio piange ma sono buone).

 Sottospecie di salsa di pomodori (che potrebbe semplicemente essere una scatola di pelati vuotata dalla cima del grattacielo Pirelli in un pentolino).

 Birra (ottima).

 Panini di gomma.

 Plumcake ed una cosa che non abbiamo capito cosa potesse essere e che nessuno ha osato aprire.

Mangiamo, cerchiamo di sopravvivere alla pasta e patate e quindi decidiamo di comprare la batteria. Il negozio sponsorizza la serata e quindi ci farà uno sconto. Felici acquistiamo una sonor completa con valigioni ecc. ecc. che andremo a prendere il mattino seguente.

Il tentativo di visitare Manchester, dato lo sconvolgimento dei ritmi sonno-veglia, si risolve in un vagare tipo zombie per quasi 100 metri, quindi si decide a ritornare al locale ad aspettare che inizi il concerto. Il tempo, in Inghilterra, sembra non passare veramente mai. Inoltre sono tutti in maglietta, convinti che sia estate, nonostante il vento perfido...

Finalmente arrivano le 20 e salgono sul palco i Raucous. Non descriviamo le emozioni provate nel vedere la band, Poia si addormenta (o collassa?) per tutto il concerto, Vita si stravacca sul divano cercando di pensare a tutt'altro, Lu è paralizzata davanti al merchandise e cerca di non piangere ogni volta che il cantante dimostra la sua “malignità” e “demonicità” blaterando con voce tipo paperino frasi inconcepibili. Urlo scappa all'esterno dove conosce Paul, l'altro individuo della Future Noise, organizzatori del concerto. Ciccio viene dato per disperso dopo pochi minuti.

Dopo i Raucous è la volta degli Atavist, band black-metal agghiacciante. Ragazzi tranquilli salgono sul palco dove si materializza dal nulla un cantante che darà le spalle tutta la sera al pubblico urlando con un vocione degno di Kurgan di “Highlander” per quasi un'ora per poi svanire al termine della performance. La banalità dei riff supera le nostre aspettative, in prima fila c'è un pazzo che rotea la testa per tutto il tempo, la gente si accalca al nostro merchandise, noi preghiamo che le lancette avanzino.

Poia si risveglia, ci raggruppiamo in attesa del concerto e finalmente è il nostro turno.

Cominciamo e la sala si riempie, c'è un sacco di gente, sono venuti da ogni dove, dalla Scozia addirittura. Le proiezioni ipnotizzano il pubblico e al secondo pezzo le ovazioni sono sempre più calde. Suoniamo uno dei nostri migliori concerti di sempre, addirittura Ciccio si sbilancia e ci fa i complimenti! Doppio bis, gente in visibilio, ci abbracciano, ci applaudono, che sia l'ironia inglese?

Finiamo con un pezzo dal primo album, “Snake”, quasi una sfida, non ci ricordiamo molto, ma viene bene, siamo carichi, davvero emozionati.

Smontiamo e lasciamo tutto nel locale, verremo a caricare in mattinata, prenderemo anche la batteria e partiremo per Londra. Tutto lo staff del locale continua a farci complimenti, sembra di essere davvero la famiglia reale... poi si monta in furgone e auto e si corre a dormire a casa di Paul.

Appena si posa la testa sul cuscino si sviene. Buonanotte Manchester.

Prosegui al giorno successivo



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