Il concerto degli M+A al Glue di Firenze Live report, 04/01/2014

Foto di Antonio Viscido - Gli M+A live al Glue di FirenzeFoto di Antonio Viscido - Gli M+A live al Glue di Firenze
10/01/2014 di

 

Qualche anno fa, mi ricordo, aspettavo il sabato sera con trepidazione, con la voglia di mangiare il mondo a morsi giganti, grandi aspettative e il pensiero che sarebbero successe cose grandiose, avrei incontrato un sacco di gente interessante e avrei ballato, ballato fino allo sfinimento.
Poi cresci e il sabato diventa il venerdì, ché non hai più cinque ore di lezione la mattina seguente e puoi essere zombie il giorno dopo quanto ti pare. Il sabato in cui gli M+A avrebbero suonato al Glue di Firenze l’ho aspettato un po’ come si aspettano i sabati sopracitati, non tanto per la portata dell’evento in sé, quanto per le aspettative e la curiosità di assaporare quello che avevo ascoltato solo su un disco. Si dice che le attese siano la base di tutte le delusioni; gli M+A, ve lo assicuro, non deludono affatto. Sul palco tante piante, piccole palme rigogliose, che rampicano dalla base degli strumenti quasi fino a toccare il duo che, live, diventa un trio con l’aggiunta di un percussionista. L’atmosfera è già esotica per gli occhi e inizio a chiedermi dove sia finito il mio mojito, scordandomi per un momento di essere a gennaio, nonostante le temperature non siano poi così rigide e il mojito è solo una birra chiara.

"L.E.M.O.N." apre le danze, una partenza lounge, rilassata, soft, un sound che fa ondeggiare lentamente e ti rilassa i nervi, permettendoti di sentire ogni muscolo del tuo corpo, ogni terminazione nervosa che si distende sotto la pelle. “Freetown Solo” sembra uno di quei pezzi da ballare in una discoteca piena di luci che ti accecano, s’inizia a muovere le gambe un po’ più velocemente e il glam pop s’intreccia a echi di hip hop che rendono l’aria intorno elettrica. In “Practical Friday” il ritornello ti entra in testa e ti si appiccica lì e i suoni trotterellanti del pezzo rendono molto di più dal vivo; finalmente arriva la doppietta vincente “When” e “Down The West Side”, che sembrano una l’estensione naturale dell’altra, un’esplosione di colori e energia e nessuno può stare fermo, tutti ci sentiamo su una spiaggia californiana assolata a sorseggiare drink dai nomi fighi che chi si ricorda. “B-song” è un invito irrinunciabile a battere le mani a tempo, che continua con “Bouncy” e le sue liriche circolari che vorresti non smettessero mai.
In un attimo siamo alla fine e il bis è chiesto a gran voce, chi ha voglia di smettere di ballare proprio adesso? Con un po’ d’imbarazzo Alessandro e compagni salgono di nuovo sul palco, ridendo del fatto che la scaletta è finita davvero e suonano ancora con più energia di prima, se possibile, gli ultimi pezzi, giusto il tempo di farci sudare un altro po’ per poi lasciarci nelle mani del dj.

La parola d’ordine di questo live è stata “divertimento”, uno di quei concerti dopo i quali riesci solo a ridere con i tuoi amici senza smettere mai di dire “che figata!” e torneresti volentieri indietro all’inizio della serata, solo per godertela un’altra volta e un’altra ancora, con i muscoli ancora tesi per l'energia.

Gli M+A sono una di quelle band che ti stampano il sorriso sulla faccia e la leggerezza d’animo dentro, lasciandoti la voglia di divertirti come solo da adolescente sai fare. Che importa se quando usciamo sta piovendo ed è umido, noi i tropici ce li abbiamo dentro.

Tag: concerti report

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