Jollymusic - @ Maffia - Reggio Emilia Live report, 21/02/2001

07/03/2001 di



I Jollymusic portano sul palco del Maffia il loro live set, freschi di un esordio acclamato dalla stampa italiana ed internazionale... ed è una conferma assoluta della fondatezza dei complimenti ricevuti.

Formazione allargata con un terzo membro ad occuparsi soprattutto delle chitarre, il duo romano, già titolare del progetto Mat 101, mette in mostra una straordinaria capacità di gestire al meglio il proprio materiale, rielaborando con abilità i pezzi contenuti in "Jollybar" e padroneggiando le variazioni di ritmo con ottimo gusto, tra salite a volte incalzanti e rallentate decompressioni sempre ben dosate: si viaggia con una facilità disarmante tra momenti funk o house, passaggi pesantemente debitori alla disco anni '70, derive più riflessive, autodefinite in uno scambio di parole a concerto concluso (autonomamente non avrei mai osato dire qualcosa del genere!) "psichedeliche", e generose (ma non ingombranti) spruzzate vintage. Ne esce un caleidoscopio di suoni amalgamati con notevole efficacia, da applausi anche dal punto di vista "estetico": che sia un'estremizzazione, dominata da una irresistibile cassa diritta, di una qualche traccia dell'album o l'ennesimo sfoggio di un uso sapiente e personale di campioni asimmetrici, sul palco è un continuo incrociarsi di mani sul mixer, loop in tempo reale, campionamenti bizzarri, scatolette, dischi cambiati rapidamente sui piatti, con rari contributi vocali così filtrati che la voce quasi non si riconosce come tale, pennellate di chitarra elettrica, a volte loopata, o il contributo di quella acustica a sostegno, bonghetti di contorno... Davvero uno spettacolo da antologia, tanto che ancora una volta i riferimenti (soprattutto all'elettronica francese, con Daft Punk, Mr. Oizo, Air...) sembrano riduttivi e solo in parte adatti a definire la musica del duo: i Jollymusic sono soprattutto loro stessi, e lo sono dannatamente bene.

Ulteriore nota di merito, l'avere messo in fila uno show di quasi ottanta minuti senza cedimenti, con qualche passaggio "ludico" ad impreziosire un sistematico impegno concentrato, nonostante l'atmosfera irreale dovuta alla quasi totale assenza di pubblico: l'unico dubbio che resta è "quanto avrebbe guadagnato il set dall'essere proposto ad una platea fitta e disposta a farsi travolgere?".

Aspettando la prossima volta per verificarlo, non altro.

Bravissimi.



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