Yuppie Flu - Maffia - Reggio Emilia Live report, 07/03/2001

21/03/2001 di



Al di là di singoli e isolati exploit, che non sono mai mancati, in questi ultimi anni si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad una serie di gruppi italiani che possono presentarsi a testa alta in campo internazionale. Può essere esagerato parlare di una 'scena' vera e propria, ma sull'asse Parma - Bologna emergono sempre più frequenti segni che testimoniano un fervore musicale particolarmente eccitante. La vitalità si avverte a tutti i livelli, partendo dai numerosi e variegati progetti (Starfuckers, Julie's Haircut, Joe Leaman, Giardini di Mirò, Brother James, Campofame, etc), per arrivare a case discografiche indipendenti in grado di gestire al meglio la promozione delle proprie proposte (Homesleep, Gamma Pop, Underground, etc).

Tra i locali più attenti a promuovere queste band c'è sicuramente il Maffia i cui appuntamenti del mercoledì continuano a riscuotere un sempre più crescente successo. Questa sera suonano gli Yuppie Flu, reduci da una serie di date organizzate dalla Rough Trade in quel di Londra e punta di diamante della scuderia Homesleep. Il pubblico è numeroso e, date le premesse non poteva che essere così anche perché il gruppo dimostra subito che i risultati ottenuti in Europa non sono frutto del caso. La padronanza perfetta dei loro strumenti (e della lingua inglese) permette loro di maneggiare uno stile abusato come quello dei Pavement senza risultare stantii. Infatti, accanto ad una strumentazione vintage fatta di chitarre e amplificatori d'annata, fanno capolino un paio di sequencer che danno quel tocco di originalità in più necessario a distinguersi dalla massa di seguaci dei Radiohead. A conferma della loro maturità il concerto si rivela molto compatto. I pezzi sono tutti molto simili tra loro, ma incastonandosi alla perfezione danno luogo ad una lunga jam psichedelica che prosegue per variazioni minime e si dilata in un grande affresco narcolettico di ansie giovanili e tenere ballate insicure.

Fa piacere accorgersi che anche in Italia qualcosa si sta finalmente muovendo.



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